LORENZO ORSETTI HA VINTO

DI GIULIO CAVALLI

Era quello per cui combatteva. E ci è arrivato con cinque giorni di ritardo, come una beffa del destino. Se volete capire la grandezza e la generosità dell’azione di Lorenzo Orsetti vi basta appoggiare l’orecchio sul mondo per sentire come si sta festeggiando la presa di Baghuz, ultima roccaforte di un Isis che ha riempito i giornali per alcuni mesi e poi è sparito, buono solo per accoppiarlo alla parola lotta durante i discorsoni elettorali ma contro cui hanno combattuto (e promettono di combattere ancora) i miliziani dello YPG, l’esercito curdo meno fortunato degli ultimi anni nel mondo, impegnato in una lotta che ci riguarda tutti eppure così sguarnito di fans, di like, di commenti, di editoriali e di politici pronti a metterci la faccia per raccontare come si sia combattuta una guerra quasi in solitaria e ora, arrivata la vittoria, al solito, se ne appropriano tutti.

E non si può non pensare a Lorenzo, a quella sua ultima telefonata, a come sarebbe stato felice di esserci ancora, così pochi giorni dopo l’agguato che l’ha ucciso. Vedere materializzarsi l’obiettivo per cui aveva deciso di alzarsi dal divano, uscire dai social e combattere come si combatte per davvero, affrontare il male guardandolo negli occhi e, come gli è capitato, finirci addirittura ammazzato. Cinque giorni e avrebbe visto cadere l’ultima roccaforte dell’Isis in Siria, lì dove migliaia di civili avevano deciso di imbarcarsi in una guerra che è durata cinque anni e sembra che non se ne sia accorto nessuno.

Chissà se magari proprio oggi i suoi detrattori, quelli che hanno bisogno di odiare quelli che ci mettono la faccia per perdonare la propria pavidità, non si sentano un po’ colpa, non riescano, almeno oggi, ad avere la sensazione di una liberazione che ha bisogno di uomini, donne, armi, coraggio, voglia e organizzazione.

E invece vedrete che non succederà niente. Perché in fondo della guerra dei curdi è interessato sempre talmente poco ai media mainstream che anche se oggi si sforzeranno nelle ricostruzioni degli ultimi anni con la saccenza di chi l’ha seguita davvero fianco a fianco mentre qui in Italia è servito un fumetto di Zerocalcare per smuovere le acque.

Ci sono guerre di seria a e di serie b e ci sono morti di serie a e di serie b. Valutiamo la potenza di un eroismo da quanto riusciamo a empatizzare con il presunto eroe, come nella stampa più bassa, quella umorale che accompagna i poteri e il luogo comune accarezzando ciò che si deve dire dimenticandosi il resto. Oggi, ci scommetto, uscirà qualche nuova gaffe di Toninelli e qualche litigio tra Di Maio e Salvini (c’è già stato, stamattina, sull’accordo con la Cina) e invece la notizia del giorno che Orsetti ha vinto. Lorenzo Orsetti ha vinto.

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