SALVINI SOLLECITA LA FIRMA SUL DECRETO RIMBORSI PER I RISPARMIATORI

DI VIRGINIA MURRU

 

A margine del Forum annuale svoltosi nell’Hotel Villa D’Este, a Cernobbio, il vicepremier Matteo Salvini ha sollecitato il ministro dell’Economia Giovanni Tria a firmare il decreto che permetterà il risarcimento ai risparmiatori truffati dalle banche, dopo avere investito in titoli. Si fa riferimento a Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Così si è espresso il ministro dell’Interno con i giornalisti:

“Mi sono rotto di aspettare, al Mef attendono il consenso dell’Europa, ma i risparmiatori non ne possono più di questi rimbalzi e dei tempi lunghi dell’Europa, riferirò direttamente le mie impressioni anche al ministro Tria.”

E di nuovo all’interno del Governo si riaccendono le polemiche. Al momento non ci sono repliche da parte del ministro dell’Economia, circa il provvedimento di risarcimento previsto per i risparmiatori.

Si tratterebbe semplicemente di dare corso ad una delle misure previste dalla Manovra economica, secondo il vicepremier i tempi  per la procedura si stanno allungando troppo.

Nel corso dell’appuntamento  di Confcommercio a Cernobbio – organizzato da The European House Ambrosetti – giunto alla 20° edizione, si è fatto il punto come di consueto sui temi concernenti la “business community”, vi hanno preso parte i massimi rappresentanti dell’economia e dei servizi. Gli argomenti per il confronto e il dibattito sono stati tanti, hanno interessato il settore, ma di riflesso anche la società del nostro tempo.

All’Hotel Villa d’Este, la struttura che ha ospitato la due giorni di dibattiti sullo stato dell’economia e del commercio in Italia negli ultimi anni, la presenza di Matteo Salvini era scontata, e infatti al suo ingresso il 23 marzo egli ha dichiarato che “la presenza era doverosa”.  La platea lo ha accolto con gli applausi.

Il titolare del Viminale durante il suo intervento ha rassicurato i commercianti circa lo scatto delle clausole di salvaguardia: “l’Iva non aumenterà. Come si è constatato a gennaio le clausole non sono scattate e non scatteranno”.

E aggiunge:

“Durante i nove mesi di governo ‘qualcosina’ abbiamo fatto, tra queste c’è l’intesa affinché l’Iva non aumenti, ci stiamo lavorando insieme agli esperti che si occupano di impresa.” L’impegno è stato concretizzato con la firma del vicepremier sull’agenda “delle priorità” stabilita da Confcommercio.

Tra gli interventi qualcuno dei presenti ha messo alla prova la schiettezza di Salvini, chiedendogli in quale modo il Governo pensa di bloccare la slavina di 23 miliardi indispensabili per il disinnesco delle clausole di salvaguardia, ma egli si è come sempre disimpegnato con facilità, ricorrendo all’ironia: “beh, useremo l’oro di Dongo, stiamo disponendo per una ricerca qui nel Lago, troveremo i 23 miliardi che ci occorrono..”

Un risultato importante è stato raggiunto, secondo Confcommercio, per ora infatti questa ‘valanga’ è stata bloccata, tutti soddisfatti perché l’appello della Confederazione Nazionale delle Imprese è stato preso in considerazione dal Governo.

Il ministro  ha espresso il suo parere sulla situazione dell’economia italiana, con uno dei suoi proclami ad effetto: “Saremo noi a salvare l’Europa, ma è l’Europa che deve cambiare.”

Ha poi continuato ironizzando sulla risposta del Presidente Macron, il quale a Bruxelles ha dichiarato che “la Tav è un problema italiano, non ho tempo da perdere..”. Salvini risponde che il presidente francese si capisce che abbia impegni urgenti in patria, dove la gente nei confronti del Governo è piuttosto ‘arrabbiata’. Sulla Tav ha solo confermato il parere ribadito in tante occasioni, ossia che si tratta di un’opera necessaria, della quale ne beneficeranno un po’ tutti, dagli imprenditori agli studenti, e darà una mano anche all’occupazione.

Il ministro degli Interni frena invece sugli accordi firmati con la delegazione cinese a Roma. Ribatte ancora sulla questione della sicurezza nazionale, sui dubbi circa le Telecomunicazioni e i dati sensibili a rischio:  “la privacy della Nazione deve essere assolutamente salvaguardata”. Quanto agli accordi firmati tra imprese italiane e cinesi, ammette che è un risultato positivo se servirà ad incentivare l’econoomia, l’unico interrogativo di Salvini sono le incertezze sul sistema politico della Cina, riserve che ha ben sottolineato anche con la sua assenza agli incontri con il Presidente cinese Xi Jinping.

Soffermandosi sulla Flat tax, ha spiegato che ci sarebbero diverse opzioni da considerare, come  la riduzione dell’aliquota Irpef fino al tetto di 50mila euro, e l’aumento degli assegni familiari per i lavoratori atipici.

Afferma al riguardo: “stiamo discutendo su diversi punti su questo aspetto, l’importante è che poi i soldi siano reimmessi in circolo.”

Infine il titolare del Viminale si è soffermato sulla ‘crisi demografica’ in Italia, sostenendo che il Paese “è il secondo più vecchio al mondo”, e pertanto è necessario fare in modo che gli italiani siano nella condizione di mettere al mondo dei figli, altrimenti, nel 2050, secondo il vicepremier Salvini, si rischia che l’Italia diventi un’enorme Casa di riposo.