FAMIGLIA TRADIZIONALE, PARTE A VERONA IL CONGRESSO. FEMMINISTE IN PIAZZA IL 30 MARZO

DI CHIARA FARIGU

Lo hanno chiamato in mille modi. Congresso della vergogna, ritorno all’oscurantismo, medioevo dei giorni nostri. Critiche feroci sono giunte da Don Ciotti di Libera, dall’Anpi e da molti esponenti del mondo politico. ‘E’ la destra degli sfigati’, l’ha bollata Luigi Di Maio. Quella tre giorni a Verona, dal 29 al 31 marzo, nei quali i circa 70 relatori si avvicenderanno per difendere oltre ogni limite la cosiddetta ‘famiglia naturale’, quella che i cattolici e non solo ritengono formata da un uomo e una donna, l’unica in grado di procreare è da settimane oggetto di polemiche. Le più agguerrite, loro, le attiviste del movimento ‘Non una di meno’, pronte a dare battaglia con una ‘contromobilitazione’ a difesa dei diritti delle donne conquistati faticosamente negli anni addietro e che periodicamente vengono messi in discussione con l’intento di minarli e abbatterli per ripristinare lo status quo dei tempi che furono. Quando la donna era al servizio di tutti e tutto e molto poco di se stessa. Quando i suoi compiti in famiglia e nella società erano circoscritti e ben codificati e soprattutto non erano oggetto di discussione né tantomeno negoziabili. Quando erano loro, i padri e i fratelli a decidere chi amare chi sposare quanti figli mettere al mondo.

L’appuntamento è alla stazione Porta nuova alle 14,30 del 30 marzo, segno distintivo bandiere foulard cappellini e addobbi vari rigorosamente color fucsia, da sventolare lungo il corteo che attraverserà la città.

L’obiettivo è contrastare in modo pacifico ma determinato i temi in discussione al Congresso Mondiale della Famiglia, l’evento sostenuto da associazioni antiabortiste e contro i diritti Lgbt-qi+, per difendere e sostenere l’unica famiglia riconosciuta, quella naturale, appunto.

Una ‘contromobilitazione transfemminista’, da contrapporre alla tre giorni di dibattiti tavole rotonde ed eventi in calendario al Congresso negli stessi giorni e negli stessi luoghi. Ma con temi diametralmente opposti, difesa dell’ unione uomo-donna e della vita a oltranza per i primi, difesa dell’amore a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale, per i secondi.

Patrocinato dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Verona e dal ministero della Famiglia a guida Lorenzo Fontana, noto per le sue idee antiabortiste, Il Congresso ha fatto molto parlare per quel logo della presidenza del Consiglio, inizialmente presente, che poi il premier Conte ha fatto togliere: ‘rispetto della persona e piena legittimazione delle unioni civili sono criteri fondamentali cui il governo non intende derogare’.

Arriveranno da ogni parte d’Italia per dire NO a valori desueti, No alla repressione, No all’oscurantismo. Il diritto di amare e di mettere su famiglia con chi si sceglie, indipendentemente dal genere, di interrompere una gravidanza non solo quando è a rischio sono diritti su cui non si torna indietro, sostengono le attiviste di ‘Non una di meno’.

Diritti conquistati che tuttavia faticano ad affermarsi, la legge 194 è ancora oggi una legge fin troppo disapplicata e tanta è la strada da percorrere prima di diventare un Paese veramente civile.
Ospiti illustri come Marta Dillon di ‘Ni Una Menos Argentina’ e attiviste provenienti da diversi paesi europei, Polonia, Paesi Bassi, Francia saranno presenti in questa contromobilitazione di conferenze ed eventi in programma.

‘Verona stiamo arrivando!” recita un volantino preparato per l’occasione. Più che uno slogan un monito. Forse una minaccia e qui ci starebbe davvero tutta

#CONGRESSOMONDIALEDELLAFAMIGLIA