ROMA: GIOVANE MADRE PRESA A CALCI E PUGNI SOLO PER IL COLORE DELLA PELLE. CONTENTI?

DI LUCIO GIORDANO

Un tempo le donne non si dovevano sfiorare nemmeno con un fiore. Un tempo, appunto. In pieno salvinismo, invece,  le donne possono essere  tranquillamente prese a calci e pugni senza problemi. E si badi bene: non stiamo parlando di mariti gelosi o esasperati da una nevrotica convivenza lunga una vita,  ma di estranei. Semplici estranei. A Roma qualche ora fa,  un individuo, un italiano di quarantacinque anni, ha fermato  a Piazza Euclide, quartiere Parioli, una giovane mamma senegalese che stava passeggiando con le sue bambine. Una piccola infilata nel marsupio e l’altra figlia tenuta per mano. Senza motivo, l’uomo  ha iniziato ad isultarla, le ha urlato che doveva tornarsene al suo Paese. Poi l’ha presa a calci nel sedere e pugni sul viso. Se non fosse stato per il pronto intervento di un poliziotto fuori servizio, l’avrebbe massacrata di botte. Per il colore della pelle. Nient’altro. Un pazzo? può essere. Allora però anche il senegalese di San Giuliano era un pazzo, anche l’attentatore delle moschee neozelandesi o il camionista della strage di Nizza lo erano. O tutti o nessuno, va da sè.

La realtà è che questo è semplicemente il clima d’odio alimentato dal nostro ministro dell’interno che, invece di pensare alla sicurezza dei cittadini, è tutto concentrato sulla sua campagna elettorale permanente da Nord a Sud dell’Italia. Migliaia di chilometri macinati per lo Stivale, presenza al Viminale zero o quasi. Costui, interviene sui social solo sugli episodi utili alla sua propaganda. Per il resto, silenzio assordante.

Siamo ormai ai limiti di guardia, quotidianamente è una via crucis, per la convivenza civile. Saranno contenti i cattivisti gonfi d’odio verso gli extracomunitari.  Se gli esempi sono quelli indicati dal nostro ministro dell’Interno ,loro si sentono infatti in diritto di calpestare l’umanità, il rispetto, il colore della pelle. Perciò, non si venisse a dire che gli italiani non stanno diventando razzisti. La caccia al nero è ormai all’ordine del giorno. Episodi simili se ne contano  quotidianamente  a decine, per tutta la penisola. Però, per quanto dovremo andare ancora  avanti a sopportare questa barbarie? C’è bisogno di dire che il colore della pelle non è un problema e serve solo a chi ha fatto dell’odio la propria strategia del consenso?