THAILANDIA, LE ELEZIONI ‘SEMILIBERE’ NELLA MONARCHIA FOLK E MULTIGOLPE

DI MICHELE MARSONET

Thailandia, elezioni ‘semilibere’, ma nessun ritorno alla normalità dopo anni di dittatura militare.
-Camice rosse, ma non garibaldini o comunisti, contro camice gialle ma niente e che fare coi gilet di Parigi.
-Due ex premier concorrenti, esautorati da due diversi golpe, che cercano di tornare.
-E una monarchia con un Re nuovo, dopo 70 anni filati di regno del padre, che cerca di nascondere nel ridicolo la sua durezza sostanziale.
-Militari, clero buddista, e gli interessi incrociati della grandi potenze attorno, geograficamente tra Cina e India e l’occhio Usa dalla guerra vietnamita. Qualcuno s’illudeva che la Thailandia sarebbe tornata alla normalità dopo anni di dittatura militare. Non è così, come molti analisti avevano ampiamente previsto e come il complicato scenario politico locale lasciava intendere. Risale al 2014 l’ultimo golpe delle forze armate, grazie al quale s’insediò al potere l’attuale primo ministro Prayut Chan-ocha, egli stesso generale e capo dell’esercito reale… CONTINUA SU REMOCONTRO:

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