NIENTE CONDANNE PER APOLOGIA DI FASCISMO

DI EMILIANO RUBBI

Due giorni fa è accaduta una cosa gravissima, della quale si è parlato molto poco.
Lega e M5S, insieme, hanno deciso modificare il codice relativo all’incandidabilità degli esponenti politici, eliminando dall’elenco tutti i reati connessi all’istigazione a delinquere per motivi razziali, etnici o religiosi e all’apologia di fascismo.

Cioè: fino a tre giorni fa, nel testo del nuovo codice, se avevi accumulato condanne definitive per oltre 4 anni di carcere, non eri candidabile.
Da oggi, grazie al pronto intervento del leghista Cantalamessa e del grillino Giarrusso, se tra i motivi delle tue condanne figurano la propaganda d’odio razziale o l’apologia di fascismo, queste non contano più.

Sei stato condannato in via definitiva per apologia di fascismo, di nazismo, o per aver incitato qualcuno a picchiare un gay o uno straniero?
Nessun problema, ci pensano gli amici leghisti e grillini al governo: puoi ancora diventare tranquillamente un parlamentare della Repubblica Italiana.

Ma tranquilli, non c’è nessun pericolo.
Va tutto bene così.
È perfettamente normale.

*Per chi volesse approfondire, gli articoli eliminati sono:

* art. 595 c.p.: diffamazione;
* artt. 2 e 3 del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205: Legge Mancino recante misure urgenti in materie di discriminazione razziale, etnica e religiosa;
* art. 604-bis: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.