COSA C’ENTRANO GLI INSEGNAMENTI DI CRISTO CON IL CONGRESSO MONDIALE DELLA FAMIGLIA SPONSORIZZATO DALLA LEGA?

DI LUCIO GIORDANO

La domanda che  si sta facendo in queste ore la stragrande maggioranza degli italiani è: ma cosa c’entrano i comandamenti  di Cristo, la dottrina  cattolica, con il congresso mondiale della famiglia sponsorizzato dalla Lega? Già, perchè nella fiera  della reazione, dell’oscurantismo, della discriminazione che è questa tre giorni veronese,  degli insegnamenti di Nostro Signore non c’è praticamente traccia.

Dio è tolleranza, amore, accoglienza. Rispetto. Nel Congresso mondiale della famiglia si respira invece un clima d’odio per chi non la pensa allo stesso modo. Per carità, liberi di esprimere le proprie dottrine, seppur  condivise da una minoranza, giusto anche organizzare un convegno, peraltro  definito dai più di sepolcri imbiancati. Giusto poi provare a confrontarsi, pur avendo idee diametralmente opposte. Ma se poi si sostiene con vigore che se non si ravvedono, i gay finiranno all’inferno, se il gadget del convegno è un feto di gomma, non ci siamo, non ci siamo proprio. Le distanze sono  a dir poco siderali.

Prendiamo la legge sull’aborto, la centonovantaquattro, attaccata in queste ore  a testa basta. I partecipanti al convegno credono forse che le donne si divertano ad abortire? Se lo fanno, nel 90 per cento dei casi, è per cause di forza maggiore: il velenoso frutto di uno stupro, un amore malato, una precaria situazione economica.  Per chi decide di abortire, statene sicuri, l’impatto  emotivo è quasi sempre devastante. Esiste una sola famiglia, dicono ancora: quella tradizionale. Basta con questa società affollata di gay, trasgender, coppie non unite dal sacro vincolo. Coppie che vogliono sostituirsi a quelle composte da un uomo e una donna, le uniche ammesse in questa società che guarda indietro di duemila anni. Chiedere per conferma  al presidente moldavo . Il quale, insediandosi  al parlamento di Chisinau , capitale della Moldovia, non ebbe pudore a dire che non sarebbe stato anche il presidente di gay e lesbiche. Agghiacciante.

Non sarebbe stato il presidente di tutti. Bene, è un concetto questo,  esattamente opposto a quello dell’amore. Amore non è solo quello tra un uomo e una donna, amore è quello tra  gli esseri umani. Tutti. Indistintamente, nel rispetto della propria emotività, non necessariamenete eterosessuale. A meno che non si consideri amore anche quello ipocrita di doppie e triple famiglie alimentate di nascosto, in un’Italia che affonda le radici negli anni sessanta,  all’epoca fotografata perfettamente da Pietro Germi, in un capolavoro del cinema intitolato Signore e Signori. Dove, in un’imprecisata città del Veneto , guarda a volte le coincidenze , dei professionisti della medio-alta borghesia, dietro un’impeccabile facciata di perbenismo, nascondevano una fitta trama sottintesa di tradimenti coniugali. E quindi,  che molti tra i partecipanti al convegno abbiano già alle spalle uno o più matrimoni falliti, non deve nemmeno stupire, a questo punto.  Matrimoni che a conti fatti, secondo gli insegnamenti di santa romana Chiesa, dovrebbero essere indissolubili e non lo sono.

Cosa c’entri poi con i valori della famiglia,   la partecipazione di Forza Nuova, del blocco studentesco di casa Pound, di tutta l’estrema destra italiana che ha messo cappello sul convegno, andando ancora una volta a braccetto con la Lega, davvero non si sa  .  Proprio loro  che sposano, si fa per dire,   i valori della tradizione che dovrebbero spargere amore. Invece la  pratica diffusa degli estremisti  è bastonare neri, gay e tutti coloro i quali non siano d’accordo con le loro idee. Ma soprattutto c’è da chiedersi cosa c’entrino i finanziamenti del governo reazionario di Putin per questo convegno patrocinato in un primo momento anche  dalla Presidenza del consiglio dei ministri. Che dovrebbe essere l’espressione di tutti gli italiani e che invece stava appoggiando un congresso espressione di una minoranza rabbiosa.

Forse non è un caso che tirando le somme, la Chiesa di Bergoglio si sia sostanzialmente dissociata da questa iniziativa. Già, perchè in fondo  è proprio il pontificato  di  Francesco ad essere sotto attacco, con  la sua politica dell’accoglienza, della tolleranza, dell’amore verso tutti gli esseri umani senza distinzione di razza, predisposizione sessuale, o di  religione.   In molti ricorderanno in effetti  i colpi bassi di Viganò, del cardinal Burke, per offuscare l’immagine del più grande Papa della storia di Santa Romana Chiesa. ecco, l’obiettivo potrebbe essere proprio questo: sfaldare il pontificato di Francesco, oltre che fare campagna elettorale e convincere gli oltranzisti del cattolicesimo a votare lega o fratelli d’italia.  E’ certo comunque  che in questa riunione di estremisti di destra anti abortisti, anti gay  la triade Dio, Patria e Famiglia si è persa per strada un gran pezzo di slogan. Rimane solo la patria, quella del lombardo veneto peraltro, visto che l’autonomia regionale, a questo punta: fare gli interessi delle regioni del nord est . E stop.

Insomma, dispiace dirlo,  è un guazzabuglio indecente quello che sta andando in scena in questa tre giorni veronese,  nella nuova Vandea d’Italia. Ovvia e legittima la protesta di sindacati e femministe che hanno sfilato in queste ore  per le strade  di Verona, per non far tornare indietro non di mille ma  di duemila  anni l’orologio della storia.  A conti fatti, speriamo davvero che domani arrivi presto. Non se ne può già più di questo congresso che avrebbe dovuto chiamarsi non della famiglia, ma dell’estrema destra. Fa più paura, è vero. Ma fotografa perfettamente l’atmosfera che si respira a Verona.