LA VERITÀ ITALIANA SU CESARE BATTISTI

DI MASSIMO NAVA

Con livore ideologico e cinica rimozione della memoria, alcuni oggi si appropriano della piena confessione di quattro omicidi e assunzione di responsabilità nella lotta armata (peraltro senza pentimento) per sbeffeggiare sinistra e intellettuali italiani per un presunto supporto alla tesi dell’innocenza e della persecuzione giudiziaria di Cesare Battisti. Tesi sbandierata in ogni ambito da intellettuali e politici francesi, non solo di sinistra, fra i quali qualcuno, come la scrittrice Fred Vargas, si ostina a farlo ancora oggi, nonostante l’ammissione di colpa.

Ma le cose non stanno così e sarebbe facile ammetterlo se solo si avesse la decenza di riguardare atti, scritti, dichiarazioni, nel corso degli anni, dando – è il caso di dirlo – a Cesare quel che è di Cesare Battisti. Gli intellettuali e alcuni politici francesi presero per buona la cosiddetta dottrina Mitterrand sulla possibilità di dare asilo a terroristi italiani che non si fossero macchiati di fatti di sangue. Dottrina mai scritta, a quanto pare frutto di un accordo verbale con l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi, ma sposata in pieno anche da personalità di chiara fama e prestigio, come l’ex ministro della giustizia Badinter, cui si deve l’abolizione della pena di morte. Vogliamo aggiungere qualche altro nome, magari citando anche quelli che oggi si defilano, come L’ex presidente socialista Hollande e l’ex sindaco di Parigi Delanoe, oltre a una schiera di intellettuali, scrittori e personalità varie. Alla tesi dell’innocenza di Battisti, si combinava la tesi che il sistema giudiziario italiano fosse liberticida e non garantista, vuoi perchè il processo fu celebrato in contumacia, vuoi per la legislazione sul pentitismo.

Come è stato ampiamente riconosciuto, la giustizia italiana non ha mai negato i diritti dell’imputato, nè fatto venire meno le garanzie proprie di un sistema democratico. I terroristi italiani hanno subito regolari processi, usufruito di sconti di pena, riacquistato la libertà per buona condotta o appunto per riconoscimento di responsabilità. Garanzie naturalmente mai negate nemmeno a Battisti, regolarmente difeso nei vari processi in cui era imputato latitante.

In Italia, salvo qualche sporadico caso, né esponenti della sinistra, nè intellettuali hanno sposato le tesi francesi. Personalmente, ho sempre scritto il contrario, anche su Le Monde, in una tribuna che ovviamente mi procurò non poche critiche. La sinistra italiana si è sempre battuta contro il terrorismo rosso, contro cattivi maestri come Toni Negri (molto apprezzato in Francia) e contro militanti ideologici a vario titolo. Una battaglia che è costata la vita a magistrati, giornalisti, sindacalisti. Resta la coltre di mistero su alcuni delitti e su alcune stragi, in particolare sull’eversione di destra. Ma questa è un’altra storia.