LANGHE, ISOLA FELICE?

DI MARCO GIACOSA

Chi nasce nelle Langhe, in generale in provincia di Cuneo, viene accompagnato nella crescita da una narrazione che si può riassumere così: siamo gente laboriosa, onesta, legata alle *tradizioni e anche alle innovazioni*; abbiamo eccellenze che tutta l’Italia, ultimamente anche il mondo, invidiano; siamo un popolo mite, brava gente, ai confini dell’impero.

Questa narrazione è complemento a un’altra, sottaciuta (o no: in provincia di Cuneo la Lega Nord nel 1996 ebbe il 32,75%, primo partito): qui non siamo a Scampia, o a Foggia, o in Calabria, *dove c’è la mafia*.

Questa narrazione non è, va da sé, reale. Non esistono le semplificazioni 0 e 100, non esistono bianco e nero. Così anche qui, come la televisione e i giornali raccontavano essere esclusiva abitudine del Sud, le autostrade possono finire in un campo (Asti-Cuneo), o i nuovi ospedali che devono terminare, da progetto, nel 2005, forse ce la fanno per il 2020 (Alba-Bra). Così lo sfruttamento degli essere umani.

Questo video è agghiacciante. Per me che ho questo accento, per me cresciuto nell’idea di vivere in una (quanto si è abusato di questi termini, quanto?) *isola felice*, felice ovviamente per merito e non per caso, per merito di *questa gente*, per me che conosco bene, poiché ci sono nato e ci sono cresciuto, questo mondo contadino.
Invece, toc toc, la realtà. Questi parlano la mia lingua, la lingua di un popolo che si è sempre detto *mite*, che si ritiene autenticamente immune da certe cose – e non è.
Agghiacciante.

http://www.la7.it/piazzapulita/video/lo-sfruttamento-dei-mungitori-indiani-nelle-stalle-del-piemonte-parte-i-29-03-2019-267365

[Qui la seconda parte > https://goo.gl/ePv4B3]