LAPIDAZIONE PER ADULTERI E GAY NEL BRUNEI: DOVE SONO LE VOCI AUTOREVOLI DI OPINIONISTI E PENSATORI?

DI CARLA VISTARINI

Il Brunei è uno stato che fa parte dell’ONU. Bene, direte voi, è nel più illustre consesso internazionale e quindi avrà tutte le carte in regola per esserci. Quando sentiamo il suono di queste sigle magiche: ONU, UNICEF, UNESCO, FAO, UNHCR, e chi più ne ha più ne metta, pensiamo ah be’ se sono in quei sacri club sarà tutto a posto. E’ bello potersi tranquillizzare con questi pensieri e rivolgere l’indignazione verso cose veramente gravi, come l’acqua minerale della Ferragni, il libro  di Corona, le liti di Gemma, e varie ed eventuali. Ma nel Brunei due giorni fa è stata fatta una legge che condanna a morte per lapidazione (lancio di pietre) gli adulteri e i gay. Ora, a parte che non mi pare si sia levato un coro di forte e chiara protesta contro questa barbarie, da parte degli illustri organismi su citati, ONU, ecc. non si sono levate neanche voci di autorevoli personaggi nostrani, istituzioni, pensatori, opinionisti, c’è stato qualche squittio e basta. Sarà che il Brunei sembra così lontano (mica tanto, in poche ore di aereo è dietro l’angolo); che il Brunei sembra così piccolo e insignificante (è uno dei più ricchi stati del mondo, seduto su un mare di petrolio); che qui da noi certe cose non arriveranno mai (siete sicuri?); ma questo stato dove la legge condanna i gay e gli adulteri alla pena di morte per lapidazione, siede all’ONU dove va tutto bene, evidentemente, e nessuno gli chiede conto. Chissà perché. Forse perché il Brunei è nella lista nera dei paradisi fiscali… o forse perché mettersi contro chi sancisce la morte perché si è gay o adulteri fa paura… o perché il tatuaggio di Fedez è tanto più a portata di mano del Brunei. Che in fondo poi il Brunei siede all’ONU, che è una garanzia, no? Se non lo sa l’ONU, lo devo sapere io? Ebbene la risposta è sì, lo dobbiamo sapere noi. E non ci sono scuse.