SERIE A: DONNARUMMA SBAGLIA, IL MILAN PERDE ANCORA E RECRIMINA A MARASSI

Di VANNI PUZZOLO

 

Sampdoria-Milan 1-0,
una papera di Donnarumma regala il gol vittoria di Defrel alla Sampdoria dopo appena 35 secondi.
Finale con il giallo per un dubbio atterramento di Piatek, che Orsato, non rileva e non punisce nemmeno dopo averlo rivisto al Var.
Seconda sconfitta consecutiva degli uomini di Gattuso che cadono in trasferta dopo 7 mesi,( derby escluso) l’ultima a Napoli, in Agosto.
La vittoria dei blucerchiati appare comunque meritata, più reattivi su tuti i contrasti, su tutte le seconde palle, e autori di un pressing alto spietato che ha messo sovente in difficoltà la squadra di Gattuso.
Donnarumma regala il gol iniziale, ma tiene poi anche in vita i rossoneri con un paio di parate decisive.
Traversa di Quagliarella al 72’.

Si conferma la tradizione che vuole il Milan perdente o non vincente ( una vittoria su 15 gare) dopo una pausa per le nazionali.
Era dal dicembre 2017 che il Milan non perdeva due gare consecutive in campionato.
Dopo aver tenuto la porta imbattuta in trasferta in cinque gare, ora sono 4 partite consecutive che subisce gol in trasferta.
Gattuso dopo il derby opera qualche cambio, in particolare tiene fuori Kessie, lui parla di scelta tecnica, ma non essendo nemmeno rientrato nei tre cambi, a noi sembra più una scelta punitiva, dentro quindi Bilia, e fuori anche Paqueta’ con la conferma di Castillejo, autore di una buona gara nel derby.

Ovvio che sulla partita pesa tremendamente l’episodio iniziale: dopo 35 secondi, Romagnoli effettua il solito passaggio indietro, ma il rinvio del giovane portiere va a sbattere proprio sul piede destro di Defrel in pressing e la palla si infila beffarda in rete, da quel momento la partita del Milan è tutta in salita, e non era certo l’inizio che si aspettava, dopo il derby che inevitabilmente aveva lasciato delle scorie.

Il pressing alto e feroce degli uomini di Gianpaolo è continuo e tenace, il Milan fatica a saltarlo, davanti palloni giocabili per Piatek non arrivano e il bomber polacco è spesso stritolato dalla fisicità dei due colossi centrali doriani Andersen e Colley.

Nella ripresa Gattuso cambia, inserisce Conti per Rodriguez, e sposta Calabria a sinistra, impostando la difesa a tre, poi esce anche un Suso, molto sottotono, con Paqueta’ che entra bene in partita, e Castillejo con Cutrone, nel tentativo di alzare il baricentro e riempire di più l’area doriana.

In realtà per 85 minuti il Milan, se si esclude un tiro a rientrare di Suso nel finale del primo tempo ben parato da Audero, dopo che un possibile fallo di mano di un difensore blucerchiato era stato considerato non punibile da Orsato, non ha prodotto nulla, anche se poi, con cuore e confusione, e dopo che più volte la Sampdoria aveva fallito il raddoppio, negli ultimi 5 minuti l’occasione del pareggio è arrivata.

Ha deciso tutto l’arbitro Orsato, che, nel campo più inglese, ha arbitrato all’inglese per tutta la gara, fischiando poco ma decidendo bene, poi al minuto 88 è arrivata la decisione più difficile e anche più complicata: Piatek sembra in vantaggio e da dietro Andersen in stirata si allunga, il polacco cade, Orsato è vicinissimo e mima subito il gesto che per lui ha colpito la palla, l’azione prosegue per un paio di minuti, poi il Var Doveri lo richiama al video, probabilmente all’arbitro di Schio il dubbio viene, va a rivedere l’azione, la viviseziona per un paio di minuti, ma, evidentemente, fra le immagini non trova quella che lo convince che la sua decisione è sbagliata, e pertanto conferma la decisione presa in diretta.

Giusto così? Difficile rispondere, ma almeno apprezziamo l’umiltà del direttore di gara nell’andare a rivedere il tutto, poi, si può concordare o no sulla sua decisione, ma va accettata.

Il Milan ha ancora un paio di angoli e di mischie, si gioca fino al 97’, ma il risultato non cambia, e la Sampdoria, a nostro avviso, vince alla fine con merito, normale però che il Milan mastichi amaro, se l’arbitro avesse decretato il rigore non sarebbe certo stato uno scandalo.

Episodio a parte, però il Milan non è piaciuto, la Sampdoria si è fatta preferire, e soprattutto è sembrata più fresca atleticamente e più concentrata su tutte le seconde palle, mentre il Milan, Bilia e Suso, su tutti, ha dimostrato di essere un po’ in calo.
La corsa Champions comunque non appare compromessa, anzi, con nove gare da disputare, tutto ancora può succedere.