SERIE A: LA JUVE TORNA A VINCERE, MA CHE FATICA CON L’EMPOLI, 1-0 DECIDE KEAN

Di VANNI PUZZOLO

 

Kean entra a 20 dal termine e mette a segno il gol partita.
Bianconeri sottotono e fischiati nel primo tempo, durante il quale la squadra di Andreazzoli aveva dominato.
Dybala si infortuna in riscaldamento.

Ci sono partite in cui, come con l’Atletico Madrid, l’allenatore compie mosse decisive, e ci sono partite che invece compie mosse decisive, al contrario, quella con L’Empoli è una  di queste ultime.

Questa sera Allegri opera i due cambi decisivi dopo un’ora abbondante di una pochezza preoccupante, ma, in verità, più che dargli atto dei cambi indovinati,  ci sembra più giusto rimarcare la probabile formazione sbagliata iniziale.
Comunque la si voglia vedere, in ogni caso, la Juve torna a vincere dopo la battuta di arresto di Genova e si avvicina sempre più ad un ottavo titolo consecutivo ormai scontato .

Allegri, senza Ronaldo, e senza Dybala, infortunatosi in riscaldamento, si inventa un improbabile 4-3-3, con Mandzukic unica punta centrale e Bernardeschi e Bentancur esterni d’attacco, in difesa turno di riposo a Bonucci, sostituito da Rugani, fresco di rinnovo, e Cancelo e Alex Sandro fanno gli esterni alti, con Chan, Matuidi e Pjanic fra i tre di centrocampo.

Sembra incredibile ma L’Empoli domina, gioca meglio, crea palle gol e riesce ad imporre un imbarazzante 53%  possesso palla, fatto allo Stadium, non si può dire che non sia una notizia.

Spinazzola e Kean, i due giocatori più in forma vengono lasciati in panchina per oltre un ora, e se per il terzino, si può pensare che Allegri abbia voluto dare minutaggio a Sandro, la scelta del mancato impiego del giovane 2000, fresco di debutto con gol in Nazionale, è veramente incomprensibile.

La Juventus praticamente non la prende mai, Cancelo compie le sue solite amnesie difensive e va di lusso ai bianconeri che terminano il primo tempo a reti bianche.

Anche se l’unica vera palla gol del primo tempo, in effetti, la costruisce la Juve con un cross calibrato di Matuidi che però Mandzukic colpisce debolmente di testa e permette una parata abbastanza agevole a Dragowsky.

Vero è che a volte non solo i giocatori impiegati sono decisivi, ma l’atteggiamento è quello che conta, e i bianconeri, nel primo tempo, hanno corso sempre a vuoto e sembravano lenti ed impacciati, se non svogliati, non a caso fischiati da uno Stadium infastidito.

Era evidente che nella ripresa peggio di così non poteva giocare, e che L’Empoli, per inerzia, si sarebbe pian piano abbassata, poi Allegri opera i due cambi decisivi: al 61’ dentro Spinazzola per Alex Sandro, al 69’ fuori Matuidi per, finalmente, Kaen, e appena tre minuti dopo, sull’asse Chiellini che opera il lancio per Mandzukic che a sua volta fa la sponda perfetta per Kaen che arriva al volo di destro e centra il bersaglio, dopo la doppietta all’Udinese, e quella in azzurro, insomma un astro nascente che, forse, Allegri, con la sua strana scelta, lo ha solo cercato di proteggere, così il tecnico alla fine ha giustificato la sua scelta.
Magari ha ragione lui. Forse.

Fatto il gol, Kean ha anche la palla del raddoppio che però questa volta sbaglia, o se volete, è bravo Dragowsky a parare, la Juventus può controllare tranquillamente la gara e a nulla portano i tre cambi simultanei di Andreazzoli, a cui rimane, come spesso quest’anno, la magra consolazione di una splendida prestazione che però ha fruttato zero punti, anche se, è normale pensare che i punti salvezza non era certo a Torino che li doveva conquistare.