ALLA FIERA DELLO SBADIGLIO: FIORENTINA-TORINO 1-1

DI- STEFANO ALGERINI

Stretta tra la visita in Palazzo Vecchio del premier Conte e la festa in piazza della Signoria per il cinquantesimo compleanno di Batistuta (due eventi di importanza e peso ovviamente non paragonabili, anzi ci scusiamo con Gabriel per averli messi nella stessa frase) Fiorentina-Torino, anche a causa del primo caldo, aveva tutte le premesse per essere una partita abbandonata a se stessa e quindi pericolosamente fiacca. E invece… E invece niente, è andata esattamente come da previsioni! Ok, il primo tempo in realtà non è stato proprio tragico, soprattutto per merito di una buona partenza della Fiorentina che ha costretto il Torino ad inseguire, però poi la ripresa è stata un inno alla noia. Chi allo stadio era in favore di sole almeno ha potuto tornare a casa con un po’ di tintarella, però insomma sono soddisfazioni relative quando vai allo stadio per vedere giocare due squadre di Serie A.

Per la Fiorentina questa col Toro era la prima partita amichevole del lungo periodo di preparazione alla semifinale di Coppa con l’Atalanta, e chi meglio dei granata, amici storici, per una bella sgambata nel sole? Va bene stiamo calcando un po’ la mano perché in effetti questa per il Torino era comunque una partita importante in chiave piazzamento europeo, però da parte viola Pioli (date anche le assenze pesantissime di Chiesa, Pezzella e Fernandes) sembrava proprio avere voglia di fare esperimenti: Mirallas terzino e Muriel trequartista le novità viste nel primo tempo. Decisamente dimenticabile la prima (ma il povero Kevin probabilmente in quella posizione l’ultima volta ci aveva giocato alle medie, quindi assolutamente giustificabile), piaciuta da morire invece la seconda: Muriel, quando sta bene, è delizioso in ogni suo tocco si sa, però in versione assist-man oggi ha dato via tre o quattro palle “extra-lusso”, bagliori di calcio vero nel piattume generale. Peccato però che un assist possa diventare tale solo se l’azione finisce col gol, e Simeone (un paio di volte) e Benassi oggi hanno pesantemente “scalpellato” le opere d’arte create dal colombiano. Simeone però, se non altro, aveva timbrato il cartellino nei primi minuti sfruttando la dormita di Ansaldi nel risalire da un rinvio nei pressi della linea di fondo. Buono in quell’occasione il dribbling su Sirigu, anche se resta il sospetto che l’attaccante argentino abbia mantenuto la freddezza contando sulla certezza di essere in fuorigioco, perché poi nelle successive occasioni come si diceva ha sprecato tutto lo sprecabile. Però forse siamo prevenuti nei suoi confronti e quindi giusto alla fine dare la sufficienza al Cholito.

Il pareggio del Torino arrivava grazie ad un bel tiro da fuori area di Baselli dopo che qualche secondo prima c’era stato un tocco sospetto di Djidji nella propria area con il braccio. La discussione in questi casi è sempre “sul sesso degli angeli”, quindi il rigore si poteva dare come no. Però sarebbe stato clamoroso che per la seconda volta la Fiorentina si vedesse assegnare un penalty dopo il pareggio avversario come già successo a Ferrara con la Spal. Può darsi che Pasqua abbia evitato la gita al monitor a bordo campo pensando a quel precedente (poi con Mazzarri lì nei paraggi avrebbe rischiato anche di essere azzannato…). Ad ogni modo il pareggio alla fine del tempo non era risultato scandaloso, anche se nel complesso la Fiorentina avrebbe meritato qualcosa in più.

E poi come detto il secondo tempo… Ok, il caldo, però santo iddio siete due formazioni nobili del calcio italiano, e un pareggio vi è utile come uno sceneggiatore in un film porno, volete provare a fare qualcosa per vincere? No, niente da fare: la solida (e solita) mentalità italica del meglio due feriti che un morto anche in questo caso trionfa. E quindi un bel pareggino: che per la Fiorentina è addirittura il quattordicesimo e verrà inserito nel faldone “Partite da dimenticare il più presto possibile”, mentre per il Toro consente sì di mantenere qualche speranza di agganciare il treno che porta alla coppe europee, ma lascia anche la certezza che giocando con questo spirito l’obbiettivo sarà impossibile da raggiungere.

Nota finale per i due ragazzi del duemila, Vlahovic e Montiel, mandati in campo nel finale di partita da Pioli. Entrambi, pur con caratteristiche totalmente differenti, sono ragazzi che fanno brillare gli occhi quando li vedi giocare in primavera. E in questi primi voli in Serie A sembrano sfrontati e convinti al punto giusto. Verrebbe da dire: “ma perché non provare ad inserirli un po’ più spesso?”. Poi però pensi che queste sono le future plusvalenze dei Della Valle, e allora ti freni. E anzi speri che vengano su piano piano, non di botto come Chiesa, perché se no te li potrai godere poco, o addirittura pochissimo. Da questo punto di vista i tifosi della Fiorentina stanno ormai diventando creatori di aforismi alla Lessing: “Non è forse l’attesa di un campione essa stessa un campione?”.