LA MALATTIA MENTALE NON È UN CAPRICCIO E NEANCHE UNA SCELTA

DI MARUSKA ALBERTAZZI

Non so che dimestichezza abbiate voi con la malattia mentale. La malattia mentale ha diversi gradi, nature variegate. La malattia mentale ha tanti nomi. Nomi che spesso usiamo a sproposito chiacchierando con gli amici. Oggi sono un po’ depresso. Quella è bipolare. Mangia, che sei anoressica. Lo diciamo così, senza dargli peso, perché per noi la depressione è un po’ di tristezza, un bipolare ha cambi di umore repentini e un’anoressica è una ragazza troppo magra. Fatichiamo a dare dignità alla malattia mentale perché, nel nostro linguaggio quindi nel nostro immaginario, essere depressi o anoressici è una scelta, un capriccio, una mancanza di volontà. Essere bipolari è essere eccessivi e imprevedibili. Non diamo dignità di malattia alla patologia mentale perché, in fondo in fondo, crediamo sia un capriccio. Dai, tirati su. Forza, mangia. Dai, non esagerare.
Ma la malattia mentale non è un capriccio. E’ una malattia, con la stessa dignità del morbillo, di una gamba rotta, del cancro. La malattia mentale c’è, esiste, è reale. E’ la malattia di un organo, il cervello, che si ammala esattamente come il cuore o il fegato o la prostata. Quindi, la prossima volta che siete giù, non dite “oggi sono un po’ depresso”. E se avete un’amica che ha una depressione conclamata, non ditele “dai, tirati su”. La malattia mentale non è una scelta.