GALLARATE COME BERLINO

DI PIERLUIGI PENNATI

Non si sa se chi deposita lettere anonime nelle caselle postali di Gallarate abbia mai letto il libro “Jeder stirbt für sich allein“, in italiano “Ognuno muore solo”, ovvero il testo che ha ispirato il conosciuto film “Lettere da Berlino”, riproducendo quando accaduto a Berlino in pieno regine nazista, certo la coincidenza è impressionante.

Nel testo, che si ispira alla storia vera di dei coniugi Otto ed Elise Hampel, i protagonisti Otto e Anna Quangel distribuiscono cartoline anti-naziste per le strade di Berlino arrivando a depositarne 285 in due anni, delle quali solo 18 non saranno consegnate alla polizia.

Come a Berlino qualcuno ha fatto lo stesso a Gallarate, zona ad alto tasso leghista in provincia di Varese, scrivendo di proprio pugno una serie di lettere contro il ministro dell’interno Salvini, utilizzando persino due colori per evidenziare le parole, e depositandole di notte nelle caselle postali di alcuni condomini del centro cittadino.

La scrittura incerta, lo stile semplice, il lessico non sgraziato, la calligrafia di altri tempi suggeriscono una mano forse non giovanissima, di cultura almeno media, ma, soprattutto, un animo ingenuo, sincero e semplice che fa tanta tenerezza.

Qualcuno, forse pervaso da disperazione, senso di impotenza, sfiducia nei mezzi di comunicazione moderni come nei giornali e nelle istituzioni ormai troppo distratti e lontani dal piccolo cittadino ha pensato che nell’era di internet la trasmissione del pensiero porta a porta sia rimasto ancora il sistema più efficace di diffusione, meglio convincere pochi che nessuno.

Se nel 1943 i coniugi Hampel morirono decapitati per aver espresso i loro dubbi sul regime di Hitler, oggi, nel 2019, la speranza è che questa manifestazione di grande disagio sociale generato da un sistema istituzionale ormai lontano dalla vita reale dei cittadini non venga soffocato come in passato per ragioni di stato, ma possa avere una possibilità concreta.

Non importa contro chi è destinato lo scritto, il vero problema che emerge chiaro dalle accorate parole è che per l’estensore i politici sono tutti uguali e non guardano più alla persona come elemento centrale, ma pensano solo ad interessi privati ed a combattere i propri nemici elettorali.

Da tanti, troppi anni il bipolarismo ha creato conflitti che hanno compresso e talvolta stritolato i cittadini per mere ragioni di partito ed interessi privati, forse, anche di fronte a queste manifestazioni di dolore della coscienza faticosamente fissate sulla carta con metodi quasi antichi, è venuto il momento di tornare a pensare ad una politica associativa e di collaborazione costruttiva che non si occupi solo di criticare chi c’era prima di noi o distruggere i nostri avversari, ma che lavori sodo per ricostruire quello che chi c’era prima di noi ed i nostri precedenti avversari hanno distrutto.

Uno degli insegnamenti della storia Berlinese è quello che il cambiamento inizia sempre da noi e che se, invece di criticare sempre e comunque, cominciassimo a cercare di collaborare per il miglioramento comune forse avremmo meno nemici da combattere e più conquiste fatte per noi stessi.

Le grandi rivoluzioni devono pur iniziare da qualche parte, non serve una grande città, serve una grande coscienza, perché questa volta non potrebbe partire da una cittadina di provincia come Gallarate?

Forse chi ha scritto queste lettere non ha ragione, forse sbaglia obiettivo e modi, ma certamente esprime il disagio di non poter più partecipare attivamente alla vita sociale della propria patria ormai comunque distante dai suoi figli.

“l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, se queste parole sono ancora valide per noi, allora democrazia e lavoro devono tornare ad essere le nostre priorità, non il bipolarismo politico e la legge del far west imposta dai mercati economici globali.

Questo il testo di una delle lettere distribuite:
Salvini: un furbetto del cartellino – Pagato per fare il ministro, è più il tempo che passa a: fare la campagna elettorale per la lega (10 giorni in Sardegna – adesso in Basilicata) A mandare messaggi A partecipare a varie feste ed eventi anche se non è richiesta la sua presenza (mangiare a sbafo lui e tutto il suo seguito tanto si sa chi paga) A rilasciare interviste in radio e TV. A dare del cretino a chi non la pensa come lui (È vietato contestare il dittatore!) che a fare il ministro Lo si può trovare in ogni parte del paese tranne che nel suo ufficio a lavorare (parola a lui sconosciuta) Chi paga i suoi continui spostamenti? Gli italiani fessacchiotti!! – Che pacchia fare i propri comodi con i soldi degli italiani! (mandare questo frescone a fare il muratore così piega un po’ la schiena, cosa che non ha mai fatto in vita sua) Quante persone in più di quelle necessarie paghiamo per svolgere il lavoro che certi ministri furbetti e lazzaroni non fanno perché sono sempre in giro? – Diceva “Roma ladrona” – adesso al governo c’è lui e le spese per la gestione del parlamento sono aumentate! Ma il fanfarone non diceva che nemmeno un centesimo di soldi degli italiani sarebbe stato usato per spese inutili? Il suo stipendio è da considerarsi una spesa inutili? Si – Doveva discutere il decreto per ridurre lo stipendio ai parlamentari ma il furbone ha detto che NON È UNA PRIORITÀ – EVVAIII – W il furbone che dice di pensare agli italiani!! Il suo stipendio se lo tiene ben stretto e lo vuole tutto intero!! – Prima di dare la cittadinanza al ragazzino straniero ha controllato che i suoi parenti non avessero problemi con la legge – giusto. Dovrebbe essere così anche per chi ci governa e invece, partendo da Cota passando per Rixi, Siri, Garavaglia, Borghi, Ciocca, Romeo, l’ex leghista Galli, arrivando a Maroni, abbiamo dei leghisti tutti al governo con varie cariche tutti con problemi con la legge ed hanno la faccia tosta di apparire ogni giorno in TV W l’onestà dei nostri governanti! Salvini, prima di pretendere il rispetto delle legge da parte degli italiani inizia a rispettarla tu e falla rispettare alla tua banda degli onesti” – Chi non nota questo è perché è rincoglionito perché crede a tutto quello che dice –