LA CASSAZIONE RIABILITA MIMMO LUCANO, MA INTANTO LA FRITTATA E’ FATTA

DI LUCIO GIORDANO

E dunque la cassazione ha stabilito che Mimmo Lucano non ha combinato matrimoni di comodo, non ha compiuto ruberie, non ha truffato lo Stato Italiano e finanche  l’appalto per la gestione dei rifiuti è stato  concesso in maniera del tutto regolare. Niente di niente, insomma, nessun reato. E da Lunedì scorso,  al tribunale di Locri, si sta stabilendo  se il sindaco di Riace dovrà andare  a processo o meno, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ecco, mettiamo allora  che non ci vada, che  Lucano venga scagionato su tutta la linea: sarebbe una bella vittoria per il simbolo dell’accoglienza, non c’è dubbio. Ma quello che lascia amareggiati sono gli attacchi violenti dell’attuale ministro dell’interno. che hanno condizionato l’opinione pubblica, che hanno portato a giudicare Lucano un filibustiere. La cassazione ha già stabilito che non lo è.

Nel frattempo il sindaco di Riace ha dovuto abbandonare il suo Paese con un infamante divieto di dimora, ed ha soprattutto  visto andare in malore il suo progetto di integrazione preso ad esempio da tutto il mondo. Il problema quindi è proprio questo. Un’inchiesta, degna probabilmente di miglior causa, ha sfaldato una realtà vincente e gli attacchi a testa bassa dei mesi scorsi, per infangarne l’immagine,  hanno costretto il sindaco di Riace ad arrendersi.

E ora, anche se Lucano ritrovasse il coraggio,  decidesse di reagire, rimboccandosi le maniche per ripristinare quella comunità esemplare, siamo sicuri che sarebbe la stessa cosa?  No. La frittata è ormai fatta. Cè solo una cosa da fare a questo punto: gridare vergogna. Verso chi ha soffiato nelle trombe dell’odio,  verso chi, per un pugno di voti, ha distrutto quell’alchimia perfetta tra calabresi ed immigrati .  Solo il tempo e la storia  daranno insomma  ragione a Mimmo Lucano.  Ma lasciatecelo dire:  è una magra, magrissima consolazione.