SALVINI VUOLE UN “TELEFONO ROSSO” CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. MA ESISTE GIÀ

DI CHARLOTTE MATTEINI

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”, recita un famoso aforisma che mi torna spesso in mente quando sento esponenti politici di primo piano parlare di materie che non conoscono e che, nonostante questo, si intestardiscono a voler affrontare senza avere l’adeguata preparazione. È il caso del ministro dell’Interno Matteo Salvini che, dopo aver sciorinato una serie di assurde teorie in materia vaccinale schierandosi a favore della cancellazione dell’obbligo istituito dalla Legge Lorenzin, ha provato ad affrontare il tema della violenza sulle donne svelando tutta la propria impreparazione sul tema.

“Vogliamo creare un telefono rosso che permetta alle donne di denunciare e di essere ascoltate e protette”, ha annunciato trionfante il ministro Salvini in un’intervista rilasciata al quotidiano La Nuova Sardegna. E che cos’avrebbe di male questa proposta? Assolutamente nulla, è un’ottima proposta, peccato che questo “telefono rosso” esista già da parecchi anni e il ministro non lo sappia.

Il “telefono rosso” si chiama in realtà Telefono Rosa ed è un servizio gestito dall’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa fondata alla fine degli anni ’80 e presieduta da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli. L’associazione da oltre 30 anni aiuta le donne vittime di violenza e stalking fornendo tutto il supporto necessario, dal punto di vista psicologico fino a quello legale. L’associazione da molti anni gestisce il 1522, il numero gratuito di servizio pubblico contro la violenza sulle donne e lo stalking promosso dal Dipartimento per le pari opportunità dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il numero di pubblica utilità 1522 è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale.

Dal 2006 il Dipartimento per le pari opportunità ha sviluppato, mediante l’attivazione del numero di pubblica utilità 1522, un’ampia azione di sistema per l’emersione e il contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare a danno delle donne. Nel 2009, con l’entrata in vigore della L.38/2009 in tema di atti persecutori, il Numero ha iniziato un’azione di sostegno anche nei confronti delle vittime di stalking.

Il servizio rappresenta lo snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking ponendosi alla base della metodologia del lavoro “di rete”, assume il ruolo di strumento tecnico operativo di supporto alle azioni realizzate dalle reti antiviolenza locali, chiamate a contrastare il fenomeno della violenza di genere, garantendone, al contempo, i necessari raccordi tra le Amministrazioni Centrali competenti nel campo giudiziario, sociale, sanitario, della sicurezza e dell’ordine.

Queste informazioni si trovano cercando sul sito del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio del Ministri. Il ministro Matteo Salvini, però, pare essere all’oscuro di tutto.