LA PROTESTA ESEMPLARE DI KEAN

DI CORRADO GIUSTINIANI

Non il movimento delle braccia a ombrello, non la ancora più volgare esibizione dei genitali di cui si erano resi protagonisti prima Diego Simeone e poi Cristiano Ronaldo, ma un gesto nobilissimo, per protestare contro gli ululati razzisti che si erano elevati contro di lui. Moise Kean, attaccante della Nazionale e della Juventus nato a Vercelli e cresciuto ad Asti, dopo il suo gol si è limitato a rivolgersi verso la curva dello stadio di Cagliari e ad allargare le braccia, rimanendo in quel gesto pacato, scultoreo ed esemplare, a metà fra un “avete visto cosa ho fatto, io nero?” e un “del razzismo non se ne può proprio più”. Complimenti davvero. La lezione di un diciannovenne.