MANUEL AGNELLI PORTA OSSIGENO IN TV. LO DICE UNA (QUASI) FIDANZATA

DI LUCA MARTINI

Manuel Agnelli desidera accreditare la sua vocazione indie presso le masse (per cambiarle, almeno un po’) e scava come una talpa cunicoli nel grande e volgare prato dello star system.

Per tali scopi, questo figlio di un commercialista dall’animo libero (ha raccontato del padre a La confessione di Peter Gomez) accetta di pagare la sua continua sovraesposizione ai raggi gamma dell’industria dello spettacolo.
Dopo anni di oscurità con i suoi Afterhours e dopo essere diventato il più noto frontman del rock made in Italy, è riuscito a farsi dare le chiavi per un programma su Rai3, il talk show notturno Ossigeno, che ritorna per la seconda stagione con sei puntate in terza serata al giovedì.
Nella prima, si è capito bene che il Manuel Agnelli Show, al di là degli “spiegoni” del padrone di casa, dipende molto dagli ospiti  – fila benissimo con Anna Calvi e Ivano Fossati, meno con un archeologico Piero Pelù – e dall’esecuzione delle canzoni (Walk, ehm, on the wildside). Si aspettano tra gli altri Salmo e Willie Peyote, Zerocalcare e Young Signorino, Baustelle e Savages.
Sono comunque lontani i tempi in cui il Nostro dimorava in un paradiso underground e scrittrici-fan dell’enclave bolognese scrivevano romanzi divertenti come Volevo sposarmi con Kurt Cobain (o fidanzarmi per sempre con Manuel Agnelli), riedito ampliato l’anno scorso col titolo originale, Sposerò Manuel Agnelli (Pendragon). Alganews ha cercato l’autrice, la scrittrice e cantautrice Elisa Genghini e le ha chiesto se per lei il frontman degli Afterhours ha mantenuto il fascino malandrino di un tempo.
Quanto è cambiato negli ultimi dieci anni?
«Manuel Agnelli sarà per sempre lo stesso Manuel Agnelli che andavo a vedere al Velvet di Rimini quando avevo 18 anni. Sono solo un po’ come una fidanzata gelosa, poiché adesso devo condividerlo con molte più persone. A parte gli scherzi, Manuel è una persona di spessore che meritava di essere conosciuta ai più e che è in grado di usare la sua rinnovata celebrità – nel senso che per me era già una rockstar prima – per lanciare un messaggio musicale e artistico diverso da quello che propone il mercato di oggi. Se il famoso talent di Sky era un passaggio obbligato, ha fatto bene a percorrerlo. Ossigeno mi piace. Mi sembra che sia la giusta sintesi di un suo percorso molto lungo. Ma non vedo l’ora di vederlo dal vivo a luglio!».
Quale è il punto di forza di Agnelli?
«Il talento. La ricerca, l’avere sempre qualcosa da dire, la professionalità, la credibilità. E poi è sempre un gran fico».
Una canzone del passato per capire chi è e da dove viene.
«Se io dovessi consigliare un pezzo degli Afterhours a chi non li ha mai ascoltati, direi Quello che non c’è. Si possono capire tante cose in un pezzo così bello dove si intrecciano molti aspetti del suo stile: ascoltare per credere».
Nella foto nel testo, Elisa Genghini in concerto.
Qui, vi ricopiamo gli ultimi versi di Quello che non c’è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull’acqua e
Su quello che non c’è
Ed ecco arriva l’alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da sé, fottendosi da me
Per quello che non c’è