SALVATI SESSANTA MIGRANTI DALLA “ALAN KURDI”

DI LUCA SOLDI

 

 

 

 

La nave della Ong tedesca Sea Eye che porta il nome del piccolo Alan Kurdi ha soccorso al largo della Libia 64 migranti che si trovavano a bordo di un gommone. «Sono tutti al sicuro sulla nostra nave» ha twittato poco fa l’organizzazione umanitaria. L’allerta era scattato questa mattina alle 10 su segnalazione di Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce ai migranti un numero da chiamare in caso di difficoltà.

Sul gommone che si trovava al largo delle coste libiche più precisamente da Zuwarah e sulla quale c’erano anche 10 donne e 6 bambini. 

“Ora Italia e Malta assegnino loro un porto sicuro di sbarco», hanno chiesto Mediterranea Saving Human in favore della nave si Sea Eye. 

Anche in questa occasione l’impreparazione, la totale incapacità a gestire il compito imposto appare evidente.

La dimostrazione è quotidiana, è drammatica solo ieri un barcone di cinquanta persone è scomparso dopo che aveva richiesto soccorso a mare.

Ma la mancanza di professionalità poco sembra interessare le istituzioni perché ancora oggi niente sembra far cambiare opinione:  «Nave battente bandiera tedesca, Ong tedesca, armatore tedesco e capitano di Amburgo. È intervenuta in acque libiche e chiede un porto sicuro. Bene, vada ad Amburgo», ha puntualizzato il ministro dell’Interno Matteo Salvini

L’operazione di soccorso si è conclusa poco fa e la Ong ha postato su Facebook anche un breve video in cui si vedono i migranti prima su un gommone e poi a bordo della Alan Kurdi.

Alcuni di loro si inginocchiano per ringraziare verso il cielo, mentre altri piangono avvolti nelle coperte. Ringraziano il loro Dio e benedicono coloro che li hanno salvati.

Fra di loro anche dei bambini, tra i quali uno molto piccolo.

Adesso nave Alan Kurdi, la nave che porta il nome del bambino siriano di tre anni, di etnia curda, morto annegato nel 2015 e divenuto simbolo delle vittime per gli egoismi sta facendo rotta verso un mondo che non la vuole. 

Nave Alan Kurdi chiede venga dato l’attracco in un porto che possa tenerla al sicuro 

Chiede venga rispettato il diritto del mare e quello internazionale