ANALISI SULLA CRISI DELLA ROMA CALCIO

DI FABIO VENDITTI

Primo (previsto) bilancio della Roma di Ranieri: 4 punti in 4 partite, cioè una media da salvezza stiracchiata; sempre sotto nel possesso palla; 1 punto in 2 partite consecutive in casa, con 6 gol subiti e 3 fatti. Con Di Francesco abbiamo preso qualche schiaffo pesante, ma soprattutto ne abbiamo dati. E avremo pure perso su campi ‘facili’, tipo Udine, però tenendo possesso al 75 per cento con 25 tiri in porta contro 1. C’è un metro preciso per misurare la differenza fra una squadra con un gioco e una squadretta senza mezza idea: la partenza dell’azione. Chi segue la Roma c’avrà fatto caso: il mandato del portiere – e per fortuna ieri c’era – è quello di fare il lancio lungo per la spizzata di Dzeko. Mai un inizio con il palleggio dalla difesa. Ci vuole uno stratega di livello mondiale per proporre uno schema del genere. Se il portiere faceva il lancio lungo, un grande come Nils Liedholm lo faceva piangere per come lo disintegrava con uno sguardo e quattro parole assestate bene a fine partita. Il vero inventore del Tiki taka lo svedese, altro che Guardiola. A domanda semplice diede risposta semplice: “Ma perché lei è così fissato con il possesso palla”? “Perché se ce l’abbiamo noi, non ce l’hanno gli altri”. E come da ragazzino, continuerò a tifare per la Rometta. Mi dispiace per mia figlia Margherita, abbonata in Curva Sud, che non aveva conosciuto ‘sta Robetta. Lei ha sempre pensato di tifare per una grande del calcio.

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