APPENA MESSO PIEDE NELLO SPAZIO, ABBIAMO COMINCIATO A ESPORTARVI MONDEZZA

DI SUSANNA SCHIMPERNA

Satelliti fuori uso, sonde, razzi, pannelli solari, parti di navicelle andate perdute durante le missioni. E anche sacchetti di spazzatura, che una volta venivano senza problemi buttati fuori dalle stazioni spaziali, tanto lo spazio è grande. Invece no: lo spazio intorno alla Terra non è infinito, e il problema dei detriti diventa sempre più serio.
Basta un frammento in orbita di grandezza minima, inferiore al millimetro, e dato che quindi non può essere intercettato e viaggia ad elevatissima velocità, se entra in collisione con un satellite ci saranno danni incalcolabili all’apparecchio e agli astronauti.
Esistono oggi progetti per ripulire lo spazio, ma attenzione, c’è un’ulteriore complicazione: ci si può disfare solo dei “propri” detriti, non di quelli che derivano da congegni appartenenti ad altri Stati.
Di sicuro c’è una cosa: appena abbiamo messo piede nello spazio, abbiamo cominciato a esportarvi mondezza.
Esseri umani e mondezza è un binomio inscindibile. Altro che la divisione dell’atomo.