ROMA, ZANIOLO RESTA. LA SOCIETÀ VUOLE RIPARTIRE DAL GIOIELLO CHE L’HA CONQUISTATA

DI GIACOMO MEINGATI 
E dire che quando era arrivato, solo pochi mesi fa, a Roma la tifoseria aveva storto la bocca. Ma come, si diceva, perdiamo un idolo come Nainggolan e arriva un ragazzino? Uno della primavera? Uno che non si è mai nemmeno allacciato una volta gli scarpini per giocare una partita in serie A? E dire che la prima volta che ha giocato titolare, esordendo in Champions League contro il Real Madrid, i mugugni non solo non erano cessati, ma se possibile aumentati. Certo che stiamo veramente alla frutta, si diceva, Di Francesco è impazzito, contro il Real al Bernabeu fa giocare il ragazzino. Da altri colpi estivi i tifosi e l’ambiente giallorosso si aspettavano tanto. Ci si aspettava il salto di qualità da Pastore, costato tanto e messo sotto contratto per 5 anni dal Psg, e invece l’argentino ha lasciato in dote due colpi di tacco strepitosi e almeno uno dei due polpacci, che ha continuato a rompersi per tutta la stagione, senza permettergli praticamente mai di stare bene. 
Man mano che la stagione andava avanti i mugugni dei romanisti riguardavano sempre meno il giovane Niccolò, che intanto si imponeva sempre di più, giocando e convincendo con sempre maggior continuità, fino ad arrivare alla situazione, paradossale se si pensa a come si era partiti, che mentre la stagione della Roma affonda negli abissi come il Titanic, Niccolò Zaniolo si è definitivamente imposto come una delle poche, forse l’unica nota positiva della stagione giallorossa, diventando, nel Titanic che affonda, la musica che suona fino alla fine. Fino alla fine, fino all’ultimo importante gol di testa nella partita di ieri contro la Fiorentina, servito a ridare slancio e convinzione a una squadra che sta tentando con le ultime energie di strappare almeno un posto in Europa, meglio se in quella dei grandi. 
Quel colpo di testa è l’ultima di una serie di prodezze che hanno, nel giro di pochi mesi, trasformato i mugugni dei tifosi in applausi. Niccolò è infatti il solo a riceverne ancora in questa Roma, eccezion fatta, ovviamente, per Totti e De Rossi. E se quando era arrivato la maggior parte della tifoseria lo avrebbe volentieri rispedito al mittente per tenersi il Ninja, ora basta una parola troppo vaga sul suo futuro a Roma, come quelle dichiarate e subito smentite nel dopo partita contro i viola, per far angosciare tutta la piazza giallorossa che proprio dal suo numero 22 vorrebbe ripartire almeno per le prossime due o tre stagioni. 
Forte fisicamente, veloce, dotato di un sinistro sopraffino e all’occorrenza anche possente, disponibile, umile, intelligente, le caratteristiche per diventare una vera e propria stella di prima grandezza del nostro calcio Niccolò sembra averle tutte, e le ha ampiamente dimostrate in questi mesi partita dopo partita, fino alla consacrazione con la doppietta agli ottavi di Champions contro il Porto e all’esordio in nazionale. 
Ci sono volute le parole del padre Igor e quelle di mister Ranieri per calmare le acque, ribadendo che, almeno per ora, Niccolò è felice di rimanere a giocare per la Roma, e la Roma sembra non aver intenzione di privarsene, almeno non nel prossimo futuro. Il fatto è che, come ha spiegato Ranieri, che Niccolò per ora resti in giallorosso conviene davvero a tutti. Conviene a lui, perché il salto in una grandissima coma la Juve, o un altro top club europeo, non è così banale e scontato neanche per uno delle sue qualità, e il rischio di bruciarsi c’è sempre; conviene alla Roma, perché dalle macerie di questa stagione la società è costretta, per ricucire almeno in parte il rapporto con i suoi delusissimi tifosi, a salvare almeno il fiore che è nato dentro le rovine. Pe queste ed altre motivazioni le due parti, Roma e calciatore, sembrano essere davvero entrambe intenzionate a prolungare il loro rapporto, almeno per tutta la prossima stagione. 
Il problema, annoso per i giallorossi, lo ha spiegato bene in diverse occasioni Alessandro Austini de il Tempo: quando un giocatore si impone con prestazioni continue come quelle di Zaniolo in un certo senso diventa più forte e più grande della stessa società Roma. È a quel punto che iniziano a piovere offerte da tutta Europa che sono irresistibili sia per il calciatore che per il club. È già successo innumerevoli volte negli ultimi anni, con Salah, Alisson, e molti altri, e proprio il fatto di non esser riusciti a trattenere i calciatori migliori sembra essere il motivo principale del disfacimento tecnico che la Roma ha vissuto in questa malandata stagione. Per questo, quando si deve ripartire un minimo di certezze bisogna pur averle, e sembra che la Roma voglia assolutamente ripartire dal suo numero 22, offrendogli un ovvio miglioramento delle condizioni contrattuali e nello stesso tempo la prospettiva di passare due/tre stagioni in giallorosso dove farsi le ossa, formarsi e completare una fase di crescita che sembra destinata a portare Zaniolo quasi inevitabilmente ad approdare a un top club del calcio mondiale.