SLA, I CALCIATORI DI SERIE A SONO SEI VOLTE PIÙ A RISCHIO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Stefano Borgonovo e Gianluca Signorini sono tra i nomi più noti di calciatori morti prematuramente a causa della Sla. a scLlerosi laterale amiotrofica per molto tempo è stata definita la “malattia dei calciatori”. L’eventuale legame è sempre rimasto avvolto nel mistero. Adesso un approfondito studio epidemiologico effettuato dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, riporta che nel calcio professionistico ci si ammala di più e molto prima e in serie A il rischio sale di 6 volte. Ettore Beghi ed Elisabetta Pupillo, entrambi scienziati dell’Irccs del capoluogo lombardo, in collaborazione con Letizia Mazzini dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Novara e con Nicola Vanacore dell’Istituto superiore di sanità, hanno condotto la ricerca.
I risultati verranno presentati a Philadelphia al meeting annuale dell’American Academy of Neurology. La ricerca è partita passando in rassegna i calciatori presenti nelle collezioni di figurine Panini, dalla stagione 1959-1960 fino a quella del 1999-2000: dei 23.875 totali, tra Serie A, B e C, 32 sono stati colpiti dalla Sla, con un’incidenza maggiore tra i centrocampisti 14, più del doppio rispetto ai casi registrati fra gli attaccanti 6; 9 difensori e 3 portieri. Beghi afferma: “ciò che la nostra ricerca conferma è che il rischio di Sla tra gli ex-calciatori è circa 2 volte superiore a quello della popolazione generale. Analizzando la Serie A, il rischio sale addirittura di 6 volte, ma la vera novità consiste nell’aver evidenziato che i calciatori si ammalano di Sla in età più giovane rispetto a chi non ha praticato il calcio. L’insorgenza della malattia tra i calciatori si attesta sui 43.3 anni, mentre quella della popolazione generale in Italia è di 65.2 anni”.
Pupillo, conferma: “ci troviamo di fronte a un’insorgenza anticipata di 22 anni. Quindi i calciatori non solo si ammalano di più, ma contraggono la malattia in età precoce rispetto ai pazienti che non hanno giocato a calcio. Il dato, inoltre, potrebbe non essere definitivo perché alcuni casi potrebbero essere sfuggiti alle inchieste giornalistiche e a quelle giuridiche, fonti principali delle nostre informazioni”. Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, a sua volta ha riferito: “i dati della ricerca, e non è la prima volta, evidenziano questa connessione tra calcio e Sla che da una parte preoccupa e dall’altra ci invita a porre attenzione a qualsiasi iniziativa che possa aiutare a saperne di più. L’auspicio è che attraverso la ricerca si possano aiutare le tante persone colpite da questa terribile malattia”.