TRE PICCOLE LEZIONI DI CIVILTA’ COMPORTAMENTALE

DI GIO’ ALAJMO


1. Un giorno alla facoltà di medicina, il professore ci diede un questionario. Essendo ben preparato risposi prontamente a tutte le domande fino a quando arrivai all’ultima che era: “Qual è il nome di battesimo della donna delle pulizie della scuola?”. Pensai a uno scherzo. Avevo visto quella donna molte volte, era alta, capelli scuri, avrà avuto i suoi cinquant’anni, ma come avrei potuto sapere il suo nome di battesimo? Consegnai il mio test lasciando questa risposta in bianco. Poco prima che finisse la lezione, un altro studente domandò se l’ultima domanda del test avrebbe contato ai fini del voto. “Certo!”, rispose il professore. “Nella vostra carriera voi incontrerete molte persone. Hanno tutte una certa importanza e meritano la vostra attenzione, anche con un semplice sorriso o un semplice “ciao”. Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il nome di battesimo della nostra donna delle pulizie era Mariana.
2.
Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e si sedette al tavolino. Una cameriera gli portò un bicchiere d’acqua.
“Quanto costa una coppa con cioccolato e panna?” chiese il bambino. “Due euro e venti” rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle.
“Bene, quanto costa un gelato semplice?” In quel momento c’erano altre persone che aspettavano e la ragazza cominciava un po’ a perdere la pazienza. “Un euro e 85!” gli rispose la ragazza in maniera brusca. Il bambino contò le monete ancora una volta e disse: “Allora mi porti un gelato semplice!”.
La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì. Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo si commosse perché lì, ad un angolo del piatto, c’erano 25 centesimi di mancia per lei. Il bambino non chiese la coppa con panna per riservare la mancia alla cameriera.
3.
In tempi antichi un re fece collocare una pietra enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi, rimase ad osservare per vedere se qualcuno si sarebbe preso la briga di spostare la grande pietra che troneggiava in mezzo alla strada.
Alcuni mercanti ed altri sudditi molto ricchi passarono da lì e si limitarono a girarle attorno; altri protestarono contro il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì. Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi all’immensa roccia poggiò il carico al lato della strada per tentare di rimuoverla.
Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a spostare la pietra, spingendola fino al ciglio della strada. Tornò indietro a prendere il suo carico e notò che c’era una piccola borsa nel luogo in cui prima stava la pietra.
La borsa conteneva molte monete d’oro e una lettera scritta dal re che diceva che quell’oro era per la persona che avesse rimosso la pietra dalla strada. Il campagnolo imparò due importanti lezioni. Che “Tutti gli ostacoli sono un’opportunità per migliorare la nostra condizione”, e che “un piccolo sforzo personale risolve i problemi per tutti, senza aspettare che altri lo facciano per noi”.

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