IL FASCISMO NON RITORNA PER CASO

DI NELLO BALZANO

“La sinistra non è più nelle periferie…”
“La sinistra non è più nei luoghi di lavoro…”
Come se la sinistra fosse una comunità francescana che non ha più adepti da mandare nei luoghi del disagio, il problema è che una parte politica ha un senso quando propone una visione, quando riesce a costruire intorno a sé una idea di società che guarda lontano, che ha progettualità, che porta avanti con enorme determinazione, è questa la forza che ti rende credibile anche stando all’opposizione.
Non serve a niente andare il giorno dopo a portare vicinanza e solidarietà, per poi sparire o ancora peggio non organizzare una rivoluzione politica degna dei valori ai quali si riferisce.
Si è permesso le peggio cose, si è lasciato fare, a chi raccontava di essere di sinistra, tabula rasa dei diritti.
Si cade nella trappola di essere stucchevolmente gli unici difensori di diritti che non appartengono e appartenevano ai lavoratori o alle persone con questa o quella tessera di partito o sindacato, ma a tutti, è per questo che non dovevano essere toccati, ma adeguati ai cambiamenti della società.
La sinistra non è andata via dalle periferie e dai luoghi di lavoro, perché non erano le sezioni di partito che risolvevano i problemi, la sinistra erano gli abitanti delle periferie, perché lì risiedeva chi al mattino si recava con orgoglio e soddisfazione a lavorare.
Il lavoro dignitoso è il primo punto, non, ad esempio, cadere nella trappola della discussione della paga oraria, che sfido chiunque a calcolarsi tra i pochi rimasti con uno statino che dettaglia il salario mensile, la retribuzione oraria è qualcosa che ricorda i caporali delle campagne che rimborsano a ore gli schiavi che reclutano, una piaga da debellare, non certo da prendere a riferimento.
Vedere certi personaggi oggi nel quartiere di Torre Maura presentarsi come di sinistra ti dà il senso del perché i fascisti di Casapound oggi hanno ossigeno per poter sostenere le loro stronzate.