APPELLO A BERLUSCONI: RADIO RADICALE NON DEVE CHIUDERE

DI COSIMO ANGELICA

 

Ci sono dei momenti in cui un uomo è chiamato a confrontarsi con se stesso.

Non è un appuntamento facile da superare e se si sfugge a se stessi la condanna sarà terribile, perché la vita non concede spesso una prova d’appello.

Una bambina, ancora con le treccine, una mattina è scesa in piazza per gridare al mondo la sua verità e la sua condanna. Certamente avrà riflettuto e tentennato a lungo prima di avventurarsi nell’ignoto ma poi la spinta interiore ha prevalso e, assunta la decisione, tutto è stato facile, facile anche confrontarsi con quell’inaspettato terremoto che ha scosso le coscienze di tutto il mondo.

Anche un ragazzino quindicenne ha fatto la sua scelta coraggiosa quando in mezzo alla strada ha dovuto decidere se tacere, come tanti, davanti a tanta violenta ingiustizia o affrontare impavidamente chi attaccava ragazzini come lui calpestandone perfino il cibo. Non poteva restare in silenzio e mentre apostrofava chi con la violenza dei molti attaccava i pochi indifesi, li guardava fisso negli occhi.

Sono infinite le circostanza derivate da una scelta programmata ma ci sono dei momenti in cui tutto accade all’improvviso e il problema di rispondere non ci riguarda direttamente. Sapendo, però, di essere in grado di dare una risposta, per continuare ad avere stima di se stesso, se ne deve appropriare anche chi non è chiamato a darla. Nessuno potrà criticarlo se non si attiverà o se resterà in silenzio ma lui sa che sconfesserebbe tutto quello che ha sostenuto e dichiarato nella sua vita se, chiamato a rispondere personalmente all’appello, lo lascerà cadere nel vuoto.

Io intendo inviare il mio appello all’unico politico esistente oggi in Italia che è in grado di ascoltare e rispondere al grido d’allarme che proviene dalla vicenda di Radio Radicale. Desidero toglierli ogni alibi.

Evito di ripetere qui l’importanza di Radio Radicale che garantisce da sempre un tipo di informazione che fa conoscere a tutti gli italiani quanto avviene dentro e fuori dal Palazzo. Un servizio pubblico ,senza filtri, improntato al concetto più semplice e più devastante per chi sta al potere : CONOSCERE PER DELIBERARE.

La necessaria opportunità che Radio Radicale continui a esserci è fuori discussione e rompere il rapporto convenzionale che ne assicura la sopravvivenza, riducendolo del 50%, significa volerla obbligare al silenzio e a chiudere tra poche settimane. L’importo in convenzione è stato, infatti, inopinatamente ridotto di 5.000.000 di euro sufficiente solo per il primo semestre che sta scadendo.

Servono, pertanto, cinque milioni per continuare ad ascoltare ogni mattina Stampa e Regime di Massimo Bordin, che pur non essendo una rassegna stampa è la migliore che venga trasmessa in Italia.

Servono cinque milioni per ascoltare ancora in diretta e senza filtri, oltre che integralmente, cosa avviene in Parlamento, in tutte le sedi istituzionali e nei tribunali.

Io non sono un radicale e non sempre condivido quello che dicono ma non posso non riconoscere quello che hanno fatto per decenni sotto la guida di Marco Pannella e che stanno continuando a fare.

Non sono radicale ma Radio Radicale non deve chiudere e obbligarla a farlo è un attacco al cuore della libera informazione.

Io non so se Silvio Berlusconi, o chi per lui, legge gli articoli pubblicati su ALGANEWS ma penso che farebbe bene a farlo, nella vita si continua ad apprendere sempre e non è facile trovare molta stampa libera.

In questo momento non mi interessa chi sia Berlusconi o cosa abbia fatto politicamente, nel bene e nel male, ma oggi lo invito a scendere in campo per salvare, almeno per quest’anno, Radio Radicale.

Lui è l’unico politico in grado, anche sotto il profilo economico, di raccogliere il mio invito.

Ne ha tutti i requisiti e politicamente sono certo che ne avrebbe anche tutto l’interesse politico.

Dare sei mesi di respiro a Radio Radicale, in attesa che venga ripristinata la convenzione esistente, è un dovere sociale che dovrebbero sentire tutti.

Sono certo che se Berlusconi riuscirà a comprendere l’importanza del suo gesto, potrà serenamente alzarsi al di sopra del panorama politico italiano e andare, virtualmente, a stringere la mano, guardandolo negli occhi, a chi in questo momento starebbe digiunando per vincere la sua ultima battaglia.

Cosimo Angelica