A ME HANNO INSEGNATO A SPEZZARE IL PANE

DI GERARDO D’AMICO

A me hanno insegnato che i bambini non si toccano. Che i bambini sono “innocenti”, sempre, a prescindere.
A me hanno insegnato a spezzare il pane, a dire “favorite”. A me hanno insegnato che bisogna dare a chi ha bisogno.

Così mi sono sempre comportato, così continuerò fino alla fine dei miei giorni.

Che uomo è quella persona che umilia una bambina perché i genitori non possono pagarle la mensa?
In nome di chi e di cosa, amministra la res publica?
La domenica, in quale chiesa va ad ostentare il suo imbiancamento?

Condivido questo post, e di mio ci metto il disprezzo per chi non ha capito che siamo di passaggio, su questa terra. E che col suo atteggiamento tradisce la Costituzione su chi ha spergiurato.
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Forti con i deboli, deboli con i forti

Nella mensa di una scuola di Verona fanno accomodare una bambina a tavola con i suoi compagni, ma siccome i genitori non pagano la mensa, le servono un pacchetto di cracker e una scatoletta di tonno. Sentendosi umiliata, la bambina scoppia in lacrime davanti ai suoi compagni.

Questa è la società in cui viviamo.

A tutti quelli che dicono “eh ma i soldi in qualche modo li devono trovare” faccio presente solo due cose.

1. Nel Paese dei condoni fiscali, dell’evasione strutturale e del fatturato sommerso, siamo bravissimi a fare gli integerrimi tutori della legalità solo quando si tratta di prendersela con i più deboli.

2. Il principio “non paghi non mangi” vi appare inattaccabile? Benissimo. Allora da domani i figli degli evasori resteranno fuori dalle scuole, dagli ospedali o dai parchi pubblici, e saranno obbligati a circolare con un cartello appeso al collo con su scritto “i miei genitori rubano allo Stato italiano”.

Così magari capite che in un Paese civile non ci si vendica sulla pelle dei ragazzini.
Cialtroni.

Guido Saraceni
Docente di Filosofia del Diritto, Università di Teramo