COMPRARE UN’ISOLA PER SFUGGIRE ALLO STRESS: IN ITALIA (E NON SOLO) SI PUÒ

DI CHIARA GUZZONATO

Il costo di un caffè: questa la base d’asta che era stata fissata per aggiudicarsi l’isola veneziana di Poveglia. Ma dal 2014 ci sono state tante polemiche e pochi fatti: l’isola, aggiudicata nel 2014 all’attuale sindaco della Serenissima Luigi Brugnaro, gli venne poi tolta dal Demanio perché l’offerta (513mila euro) non era stata giudicata congrua. Da quel momento, il nulla: l’isola rimane abbandonata, nonostante si vociferasse lo scorso anno di una presunta asta ad autunno 2018 (mai avvenuta).

Ma Poveglia non è l’unica isola a poter essere comprata per il prezzo di un appartamento di lusso. Nella lista spuntano anche le due siciliane isola delle Femmine e isola di Capopassero. Per la prima si chiedono 3 milioni di euro, la seconda è già stata venduta e verrà trasformata in paradiso turistico attraverso la costruzione di un resort.

“Il territorio offre una topografia eccezionale, con scogliere e vegetazione ovunque. L’Italia è ben conosciuta per la bellezza dei suoi paesaggi: le montagne, le colline e il mare la rendono un territorio unico, ricco di gioielli naturali”. Non si tratta dell’annuncio di un’agenzia viaggi straniera che mira ad attrarre clienti nel territorio italiano, ma di una pagina del sito www.privateislandsonline.com che, come altri, si specializza nella vendita di isole. Questo in particolare è l’annuncio di vendita dell’isola di Cerboli, nel Parco Nazionale dell’arcipelago toscano. La potete acquistare per “soli” 4 milioni: e vi consigliano anche cosa potete farci. Una villetta “eco-friendly”, con progetto però in sospeso causa mancata approvazione del Comitato del Parco Nazionale. Ma non disperate! Sono già ricorsi in appello, e attendono risposta.

Tutte queste isole in vendita (ne abbiamo citate una manciata, ma la lista è ancora lunga, in Italia e all’estero) hanno scatenato l’ira dei Verdi: “Lo Stato continua a vendere i suoi gioielli” denuncia Angelo Bonelli, coordinatore nazionale del movimento. E sottolinea il caso dell’Isola di Poveglia: “Ancora oggi l’agenzia del Demanio non risponde all’iniziativa messa in atto dall’associazione ‘Poveglia per tutti’, che ha raccolto in crowdfunding quasi 500 mila euro, chiedendo in concessione l’isola per riqualificarla in modo ecocompatibile e creare orti urbani per scongiurare la vendita per usi speculativi”. Ma il Demanio contesta quest’accusa, sostenendo di non vendere alcuna isola, ma di avere solo un ricorso in pendenza al Tar da parte dell’associazione ‘Poveglia per tutti’. In ogni caso pare che, come sempre, il tutto vada decisamente molto (troppo) a rilento. Il 28 marzo del 2018 il Demanio dichiarava: “Relativamente alla valorizzazione dell’isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, sono in corso le valutazioni finali per avviare iniziative di concessione precedute da apposito bando che assicurino una gestione unitaria dei beni presenti sull’isola, prevedendo sia la corretta conservazione e il recupero degli edifici, sia le esigenze di fruizione pubblica”. Meno male che erano valutazioni finali: un anno dopo, siamo ancora qua. “Eh, già”.