BNL, 600 ESUBERI E SOSTITUZIONI ROBOTIZZATE

DI MARINA POMANTE

Bnl ristruttura se stessa e lo fa guardando all’automazione laddove possibile, a scapito di 600 posti di lavoro. I robot portano via occupazione ma favoriscono la produzione.

Dalla Rivoluzione Industriale del ‘900, le società che naturalmente sono improntate e costruite sul lavoro, lamentano la perdita dell’occupazione fisica in ragione dell’automatismo, di sistemi meccanici, automatici, robotizzati…
Certo è che il progresso non si può fermare e la priorità che vede al primo posto la produttività deve puntare al massimo risultato con il minimo sforzo.
Tanto per chiarire, dove prima per fare un lavoro occorrevano un certo numero di persone, ora ne basta una. Si pensi al lavoro nei campi o nelle grandi attività produttive.

Ogni settore ed ogni comparto del mondo del lavoro e dei servizi non sfugge a questa logica. In Bnl la dura realtà può riassumersi con: più intelligenza artificiale, più robot e meno dipendenti.
Gli effetti della rivoluzone digitale obbligano ad una riorganizzazione e ad una revisione dell’organico, con una formale procedura di confronto annunciata repentinamente ai sindacati.

Con una lettera all’ABI ed ai sindacati, l’amministratore delegato di Bnl, Andrea Munari, scrive: “Le condizioni congiunturali, anche del nostro paese, continuano a incidere negativamente sulla capacità di sviluppo reddituale delle banche italiane e, in questo ambito, della Bnl”. L’Ad di Bnl fa menzione della seppure “temporanea recessione che va ad unirsi a gli altri elementi di attenzione”, e degli effetti “non immediatamente verificabili dell’ultima legge di bilancio”, nonché “della produzione industriale in tendenziale calo”.

L’istituto bancario approfitta quindi della Misura definita Quota 100, per agevolare l’uscita degli esuberi. Bnl indica in 600 le eccedenze dell’organico in tutto il territorio nazionale. Tutto questo personale potrebbe essere avviato in un percorso di esodo volontario sfruttando appunto l’opportunità Quota 100 o Opzione donna.

I sindacati hanno indicato alla banca di poter disporre di una potenzialità di circa 2500 dipendenti che hanno i requisiti per l’uscita anticipata. Questo secondo calcoli e stime frutto dell’analisi del sindacato stesso.

Lo snellimento dell’organico e la ristrutturazione saranno frutto anche dell’assorbimento del segmento Bnl Finance, la sezione specializzata nella cessione del quinto. Il riassetto di Bnl porterà inoltre alla chiusura di 30 sportelli, e il conseguente ritorno della rete bancaria a 700 filiali in tutto il territorio.

In rispetto alla logica del maggiore risultato (e del profitto) col minimo sforzo, anche in ambito bancario il lavoro fatto finora dal personale passa ai robot.
Munari pensa alla “introduzione di soluzioni di machine learning e artificial intelligence che, incorporando tecnologie di apprendimento, permettono di automatizzare processi non ripetitivi”, e inoltre per le attività di back office “all’estensione della robotica alle altre strutture della banca, sulla base del successo dell’applicazione”.

Senza ricorrere a critiche sterili né ad osservazioni retoriche, questa progressione all’automatismo non favorisce certo l’assorbimento di nuovo personale, ma incrementa solo il beneficio economico di Bnl.