A CACCIA DI MIGRANTI

DI LUCA SOLDI

 

 

Una motovedetta della Guardia di Finanza e una della Guardia Costiera sono state impegnate in una operazione che possiamo dire a questo punto militare che ha consentito di intercettare un barcone con 70 persone a bordo.
Una vera caccia a questi fantasmi che sarebbero sfuggiti ai mercenari libici ai quali era stato affidata la custodia dei confini sud, per questa operazione che non viene considerata di soccorso.
I migranti erano giunti praticamente indisturbati, come succede quotidianamente a decine di piccole imbarcazioni che approdano a Lampedusa.
L’imbarcazione è stata “agganciata” a 23 miglia dalla costa, all’interno della cosiddetta ‘zona contigua’, un’area che è fuori dalle acque territoriali e che però ricade comunque sotto la competenza e giurisdizione delle autorità italiane.
Tutto ciò malgrado la centrale operativa della guardia Costiera avesse ricevuto una chiamata dal barcone e non fosse scattata l’operazione di ricerca e soccorso (Sar).
In un intervento di soccorso che si sarebbe dovuto concludere con l’approdo dei migranti in un porto sicuro.
Tutto ciò non è avvenuto perché il Viminale avrebbe deciso di procedere con un’attività di “law enforcement”. “La chiamata di soccorso è di fatto una richiesta strumentale per realizzare un ingresso irregolare sul territorio nazionale”, spiegano qualificate fonti della sicurezza. E’ invece scattata “un’attività di intercettazione dell’imbarcazione e successivamente una di polizia finalizzata a identificare i responsabili ed avviare le procedure di espulsione”. La decisione di trasferirli nell’hotspot di Lampedusa sarebbe funzionale proprio a questo scopo, anche se sarà difficile che possano essere rimpatriati in tempi rapidi. A bordo dell’imbarcazione ci sono 69 uomini e una donna; 53 hanno dichiarato di essere tunisini e con la Tunisia c’è un accordo che prevede procedure semplificate per rimandare indietro chi sbarca sulle coste siciliane con un massimo di 80 rimpatri a settimana. Ma altri 17 hanno detto di essere libici ed è molto difficile che torneranno a Tripoli vista l’evidenza del trovarsi di fronte ad un Paese in guerra.
In pratica quanto sta avvenendo sarebbe una prova generale di un nuovo approccio messo in piedi per tappare la falla provocata non solo dalla guerra ma anche delle ulteriori inaffidabilità dei mercenari libici