” FAI CIO’ CHE DEVI, ACCADA CIO’ CHE PUO’ “

DI BOBO CRAXI

Diceva Nenni che quando è in corso una lotta sindacale o una battaglia del partito in cui non ci si riconosce è buona regola astenersi dalle polemiche e conservare le proprie posizioni fino a quando essa non sia cessata.
La disciplina è naturalmente materia e prassi di altri tempi, non di questi, tuttavia consiglio ai compagni socialisti siano iscritti o meno di attenersi ad una vecchia e saggia regola.
Il dispositivo che in caso di eventuale elezione di un socialista al Parlamento Europeo egli chiederà adesione al Gruppo del Partito Socialista benché irrituale ( la lista a cui il Psi aderisce fa riferimento all’ALDE) fuga ove possibile ogni ragionevole dubbio circa la scelta di questa alleanza in questo che è da considerarsi né più, né meno di un cartello elettorale.


Non avevano moltissime scelte dinnanzi a sé i socialisti del Psi, dopo la sconfitta del 4 Marzo e la terza elezione generale senza eletti in una lista in Parlamento e dopo le recenti esperienze altrettanto negative della presenza in altre liste alle europee il ritorno improvvisato ad una lista promossa da soli socialisti ( o in alleanza con la minoranza del partito radicale) appariva sin da subito una scelta destinata a nessun avvenire.
La scortesia di Zingaretti al Congresso ( si presentò dopo aver il giorno prima varato il simbolo elettorale), e l’abdicazione dei compagni di Art.1 che rientrano dalla finestra del Pd dopo esserne usciti dalla porta hanno infine indotto i giovani dirigenti socialisti a tentare una carta della sopravvivenza politica rimandando la scomparsa o l’annessione a giorni futuri e, di più, a scommettere su un eventuale prospettiva di un nuovo centro-sinistra con un’asse di derivazione cattolica e post-comunista) ed uno di più accentuata vocazione laico-riformista, sempre di sinistra.
Naturalmente tutto è in divenire posto che il problema è abbattere il nemico principale che è l’attuale maggioranza nazional-populista (aggiungerei imbranata).


A chi obietta che il nostro riferimento politico resta il PSE , (io al Congresso ho detto che ad esso non bisogna certo “voltare le spalle”)rammento che la difficile traversata socialista di questi venti anni non ha sempre ritrovato i socialisti d’Europa al nostro fianco e battersi per la nostra rinascita.
Ho toccato con mano la difficoltà di essere riconsiderati in famiglia sin dai tempi di Enrico Boselli ( memorabile fu l’intemerata del segretario dell’SPD Sharping contro di loui perché a Milano nel ’99 sollevò il Caso Craxi; quest’ultimo giustamente ebbe a dire : “ ma chi cazzo è Sharping..?) e anche in tempi recenti partecipando a diverse riunioni internazionali; Grande amicizia e fraternità ( in particolare da Spagnoli, Portoghesi e Greci) ma sostegno politico per un rilancio del socialismo italiano poco come si ebbe a vedere nel congresso del Partito del Socialismo Europeo a Roma nel quale la presenza dei socialisti italiani ( quelli originali) fu marginale per non dire snobbata.
Si ricostruirà nel tempo e per tempo una posizione, nel frattempo sia incoraggiato questo sforzo, questo tentativo e , sempre ligi agli insegnamenti di Nenni : “ Fai ciò che devi, accada ciò che può”