L’ACQUA E IL FUOCO

DI SALVATORE PRINZI

L’acqua spegne il fuoco.
Ma anche la sabbia spegne il fuoco.
Che vuol dire?
Che acqua e sabbia possono, in determinate circostanze, produrre un effetto simile.
Questo implica forse che sono uguali?
Ma vi pare? Chi berrebbe la sabbia e chi farebbe castelli di acqua?
Semplicemente, due cose possono svolgere la stessa “funzione” pur restando in contraddizione nella loro “natura”.

Questo è un modo di pensare dialettico. La dialettica è infatti lo studio dei processi attraverso l’individuazione delle contraddizioni che li caratterizzano. Fra queste contraddizioni ce n’è sempre una principale, che per un dato tempo si impone come determinante, mentre le altre assumono una posizione subordinata.

Così la reazione di acqua e sabbia rispetto alla contraddizione principale posta da un incendio può essere simile (non uguale), ma questo non toglie la contraddizione fra di loro, che in un altro momento può diventare quella decisiva.

Purtroppo, appena si sostituisce l’acqua e la sabbia con cose più astratte – relazioni interpersonali, classi, gruppi politici – questo modo di pensare non viene più riconosciuto. Il rifiuto di accettare la complessità della realtà, tipico di questi anni di crisi, e la semplificazione dei social fanno il resto.

Si afferma così un pensiero binario, per il quale esistono sempre solo due posizioni. Se sei contro di me allora sei d’accordo con lui; se sei con me allora sei del tutto diverso da lui. A differenza della dialettica, il pensiero binario è storicamente conservatore, perché stabilizza il conflitto, non lo sviluppa.

Critichi il governo? Allora sei del PD. L’identificazione è prodotta basandosi su un tratto, che viene isolato e amplificato, e cancella ogni differenza di contenuto. Certo, anche il PD critica la politica economica del Governo, ma lo fa seguendo una storia e un progetto completamente diverso da quello nostro. La “funzione” può sembrare simile, ma la “natura” della critica è opposta.

Perciò non è la stessa cosa che la funzione venga occupata da quella forza politica o da noi. Il problema del pensiero binario è che confonde la funzione con la natura e quindi, siccome la funzione è stata occupata da qualcun altro, allora bisogna rinunciarvi perché “si rischia di essere confusi” – e si finisce così a fare i “comunisti per Salvini”. O al contrario bisogna appiattirsi sulla funzione mettendo da parte ogni differenza di natura – e si finisce a fare gli utili idioti del PD.

Se ci fate caso, questa logica binaria si ripete su ogni problema. Sui diritti civili (“non ci riguardano” vs “i diritti civili sono la cosa più importante del mondo”), sui migranti (“basta con i buonismi” vs “noi siamo i buoni, viva i diritti umani”), sull’Europa (“uscire dall’Europa” vs “riformare l’Europa contro le destre”), sulle questioni internazionali…

In questo meccanicismo dogmatico, che è la base comune sia del settarismo che dell’opportunismo, stanno tutti gli errori della sinistra oggi.