L’INDIGNAZIONE DI FORMIGLI PER QUEGLI APPLAUSI RAZZISTI

DI LUCIO GIORDANO

E adesso c’è ancora qualcuno convinto che il razzismo non si sia insinuato nelle pieghe più profonde  della pelle degli italiani? Ieri sera Corrado Formigli a Piazza Pulita ospita un ragazzo del quartiere non più perferico e ormai quasi centrale  di Casal Bruciato,  Roma. E’ il protagonista dell’occupazione durata pochi minuti  di un appartamento in Via Facchinetti. Lui, la compagna e il loro bambino nato da pochi mesi vengono informati dell’assegnazione di quei locali ad una famiglia rom. Ne prendono possesso, appoggiati dai fascisti del terzo millenniuo di casa Pound.

Il giovanotto in trasmissione dice «I rom non sono uguali a noi, hanno un’altra tipologia di vita rispetto alla nostra, o almeno la maggior parte di loro. Di certo non possono vivere in una palazzina con persone anziane o invalide, che devono stare con la paura che gli entrino dentro casa». Applausi scroscianti, esagerati, prolungati.  Ma Formigli si dissocia : «Simone ha detto una cosa in modo brutale e anche autentico e ha strappato un applauso. Ecco, a me questo fa un po’ paura».

Non poca,  caro Formigli.  deve farne tanta, di paura. Se il pubblico in tv,  si spella le mani, vuol dire che o è prezzolato, ed è un’ipotesi remota, oppure che la propaganda di estrema destra, Lega, Casa Pound, Fratelli D’ Italia, Forza Nuova,  ha ormai  attecchito alla perfezione nel tessuto sociale del Nostro Paese. Africani, rom, tutti a casa. Questo è ormai il pensiero dominante degli italiani insufflati da chi, grazie a questi pregiudizi, punta ad andare al potere in carrozza.

Certo, se si fosse obiettivi, dovremmo scendere in piazza anche contro i grandi evasori fiscali, contro la mafia  o per  chi non batte scontrini alla cassa,  per chi si porta a casa mazzette per far decollare verso l’alto una pratica  e  ottenere dei permessi per edificare o sanare una casa abusiva. Ma con costoro no, meglio non mettersi di traverso. Portano voti e anche tanti.

Vero, i rom ruberanno anche più di altre etnie, ma in fondo anche  gli italiani che andavano all’estero per lavorare cento anni fa venivano accompagnati da identici pregiudizi. La storia non insegna niente, evidentemente.  No, non si può fare di tutta un’erba un fascio. E mai parola in questo contesto è cosi  pertinente. Non si può insomma giudicare le persone a spanne. Lo ripeteremo fino alla noia. Ci sono italiani detestabili e italiani grandiosi. E lo stesso vale per africani, asiatici.  americani, tedeschi, inglesi.

Quello del razzismo galoppante e’ un discorso comune  ad altre nazioni europee, per carità. Ma gli italiani, fino a qualche decennio fa, erano in linea di massima diversi . Avevano meno pregiudizi di quanto ne abbiano ora. Erano più tolleranti. Ora la crisi economica , oltre a renderli più fragili ,  li ha incarogniti. Applaudono nevroticamente, dimenticando che tutto il cucuzzaro di refurtiva dei rom non è niente in confronto a quanto rubato  in questi anni nello scnadalo  Mose a Venezia o con i 49 milioni truffati a noi italiani da un partito politico. E con 49 milioni sai quante case popolari potresti costruire.