“BALLA” COI LUPI

DI MARIO PIAZZA

Ormai si può dare per certo: nel DNA del “salvinismo” c’è un gene in più che spinge ad allarmi inesistenti ed a reazioni scriteriate.

Dopo gli stranieri appestati ed invasori che però ci vedono al nono posto in Europa come nazione ospitante, dopo l’emergenza criminalità che invece è in lento ma costante calo da anni e dopo l’ampliamento della legittima difesa che riguarda meno di 5 casi l’anno, ecco arrivare la ciliegina sulla torta tutta immaginaria che Salvini offre ai suoi: “L’emergenza Lupi”.

Non Lupi Maurizio politico berlusconiano, proprio lupi veri e quadrupedi.

E’ difficile da credere, ma a fronte di 65 predazioni di pecore al pascolo in Trentino nel 2018 (regolarmente indennizzate ai pastori) qualche genio del Viminale ha pensato di dare il via libera all’uccisione di una specie protetta che in maniera del tutto naturale risparmia a quegli stessi luoghi decine di migliaia di cinghiali, topi, talpe, nutrie ed altri animali nocivi, e che ha fatto registrare l’ultima aggressione ad umani agli inizi del 1800.

Certo, che i boschi del Trentino e dell’Alto Adige siano territorio di caccia di branchi affamati e sanguinari sarebbe roba da togliere il sonno, se non fosse che il totale dei lupi censiti dalle organizzazioni naturalistiche in un’area di 15.000 chilometri quadrati ammonti alla stratosferica cifra di 51.