CARO PRESIDENTE, PARLI…

DI SILVESTRO MONTANARO

Caro Presidente,

in lei è riposta la fiducia degli italiani e la custodia delle nostre Istituzioni, della nostra Costituzione e civiltà.

Ogni giorno tutto questo è irriso e messo in discussione dall’operato prepotente e menzognero di un ministro che ha giurato, nelle sue mani, di difendere i fondamenti del nostro vivere insieme.

Nel nostro paese dilaga una cultura dell’odio e del disprezzo dell’altro. Donne e uomini colpevoli solo di venire da altri paesi e di avere un colore di pelle diverso dal nostro vengono indicati come il peggiore dei mali possibili, il nemico numero uno degli italiani, la prima e assoluta causa dei loro problemi. Tutti criminali e profittatori. Tutti, al di là delle personali responsabilità di ognuno.

Ogni giorno chi dovrebbe proteggere i fondamenti della nostra società si fa fautore di questo orrore e di questa menzogna. Irride ogni avversario, consegna alla gogna pubblica dei suoi fan giornalisti, magistrati e persino studenti minorenni solo perché in disaccordo con lui.

Ogni giorno lo stesso personaggio si presenta come l’Uomo della Provvidenza, l’Unico capace di salvare il paese, oscurando il lavoro di migliaia e migliaia di donne e uomini che quotidianamente, facendo il loro dovere, tengono insieme la nostra società.

La menzogna è l’opera sistematica, l’arma vile usata per diffondere un clima da guerra tra poveri, eccitare gli animi, far crescere il liquame della vulgata demagogica, l’angoscia e la disperazione dei tanti la cui vita è resa sempre più difficile dai morsi della crisi.

Viene messa in discussione addirittura la natura antifascista del nostro paese. Celebrare il 25 aprile viene additato come qualcosa di anacronistico e senza senso.

Parli e agisca, signor Presidente. Faccia sentire il peso dei nostri valori più veri. Porti luce nel buio che si diffonde minaccioso sull’orizzonte della nostra democrazia.

Prima che sia troppo tardi….