CINA, UNA FASCIA CEREBRALE MISURERA’ L’ATTENZIONE DEGLI STUDENTI

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Si tratta di una fascia da mettere in testa come un casco, munita di appositi sensori capaci di captare le onde cerebrali e quantificare il livello di attenzione degli scolari in classe. I dati sono poi riportati su una lavagna elettronica, così l’insegnante può sapere in ogni momento chi è concentrato sulla lezione.
Questo sofisticato sistema è stato adottato dalla scuola elementare sperimentale Jiangnan di Hangzhou in Cina. Lo scanner elettronico e distopico però non è stato sviluppato in un laboratorio cinese, ma dalla BrainCo Inc, una startup del Massachusetts sostenuta dalla Harvard University. Le fasce portatili, definite «Focus 1», vengono fornite con un portale definito «Focus EDU», che stando a quanto riportato dai tecnici di BrainCo «è il primo al mondo pensato per i maestri, i quali così possono rendersi conto dell’efficacia del loro insegnamento in classe, in tempo reale, e apportare i necessari aggiustamenti».
Le scuole cinesi hanno già ordinato 20 mila unità per iniziare un monitoraggio degli studenti. Han Bicheng, al capo dell’operazione, si è laurato ad Harvard e conosce bene il mercato dell’istruzione nel suo Paese: «in Cina i genitori spendono qualche cosa come 93 miliardi di dollari all’anno per le ripetizioni ai figli, a causa della scarsa efficacia delle lezioni in classe. Il nostro sistema Focus EDU punta ad aiutare gli insegnanti a ottimizzare i loro metodi, rendendoli più interessanti per gli allievi».
Le immagini dei bambini con il sistema elettronico in testa, diffuse dalla scuola elementare di Hangzhou, hanno scatenato reazioni furiose sui social network cinesi: «Roba da film dell’orrore»; «Il prossimo passo sarà l’elettrochoc per svegliare chi dorme in aula?».
Theodore Zanto, professore di neurologia alla University of California, ha sollevato un lecito dubbio:
«come si fa a stabilire se l’alunno è attento alle parole dell’insegnante o invece al suo telefonino nascosto sotto il banco o magari sta seguendo il filo di pensieri e sogni personali?».
Ad Hangzhou un liceo ha invece utilizzato le telecamere del riconoscimento facciale in aula. Il sistema collegato con un computer valuta l’espressione degli allievi e la converte in emoji che indicano attenzione, distrazione, disinteresse, comprensione della lezione.