DA LIMBADI A PRATO, ARRESTI E PERQUISIZIONI PER LA GUERRA DELLO STATO CONTRO LA ‘NDRANGHETA

DI LUCA SOLDI

 

Sono trascorsi pochi giorni dall’anniversario dell’assassinio, con una autobomba, di Matteo Vinci e dalle polemiche innescate dalla diocesi di Vibo per non aver dato la disponibilità a far svolgere nella chiesa un concerto in memoria di questa vittima delle mafie che lo Stato assegna un colpo durissimo ai veri padroni, ai grandi narcos del nostro Paese.

Esponenti di vertice della cosca Mancuso, egemone nel Vibonese, sono stati arrestati dalla polizia di Vibo Valentia e dagli uomini dello Sco perché ritenuti responsabili l’omicidio di Raffaele Fiamingo e il tentato omicidio di Francesco Mancuso, considerati tra i capi della locale di ‘ndrangheta. Uno dei quattro arresti, Antonio Pronestì, è stato eseguito a Milano, mentre gli altri tre in a Tropea e Zungri.

Sarebbero state effettuate anche perquisizioni anche in provincia di Prato.

Dalle indagini della Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri, supportate anche da dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, è emerso che l’omicidio di Fiamingo, avvenuto a Spilinga nel luglio 2003, era maturato per contrasti nella gestione delle attività criminali tra i componenti della famiglia Mancuso, in particolare la fazione capeggiata da Ciccio Mancuso e quella guidata da Cosmo Mancuso attualmente detenuto nel carcere di Prato.
Una vera e propria faida, secondo la ricostruzione dei magistrati che vede in gioco interessi degni del bilancio di un bilancio di una nazione.

È dunque guerra dello Stato senza esclusione di colpi, da Limbadi a Milano passando da Prato
“Sono fiero di essere il Questore di Vibo Valentia perché qui ci sono risorse per lavorare. L’operazione di oggi, pochi giorni dopo quella che ha smantellato la cosca dei ‘Piscopisani’, colpisce il cuore dei Mancuso”. Lo ha detto il Questore di Vibo Valentia, Andrea Grassi, all’inizio della conferenza stampa sull’operazione “Errore fatale” contro la cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso. “Tutto questo – ha aggiunto il questore Grassi – grazie agli uomini ed alle donne della Polizia di Vibo Valentia e di Catanzaro e dello Sco. E grazie alla Procura antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri”.