DDL SULLE ARMI IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI . NUOVA QUERELLE M5S- LEGA

DI MARINA NERI

Il Fatto: l’11 marzo scorso il testo di un disegno di legge che rende piu’facile acquistare le armi per la difesa personale è stato assegnato all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera .
Tre articoli stringati che puntano ad “aumentare da 7,5 a 15 joule il discrimine tra le armi comuni da sparo e quelle per le quali non è necessario il porto d’armi”(cfr. Il Fatto Quotidiano).

L’ Antefatto: Il 14 settembre 2018 entro’ in vigore il decreto legislativo 104, che modificava le norme sul possesso di un’arma e dei relativi permessi. Il decreto in realta’ era il recepimento di una direttiva europea, la n. 853/2017, (che modificava la precedente direttiva Ue 477/1991 in materia).

La famigerata Direttiva 91/477 era relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi da parte dei cittadini comunitari ed era stata fortemente criticata da tutte le associazioni di produttori di armi e munizioni perche’ “introduceva limitazioni al possesso di armi”

La direttiva del 2017,invece, mitigava la portata restrittiva della precedente.

All’indomani del recepimento della direttiva, in ottobre 2018, un gruppo di parlamentari leghisti, ben 70 firmatari, presentava in parlamento una proposta di legge che rendeva più facile acquistare un’arma “destinata alla difesa personale”.
Era il disegno di legge in esame alla Commissione affari costituzionali.

Quatto quatto, tomo, tomo l’iter per l’approvazione, quindi, cominciava.

Nel frattempo il cingolato governativo incamerava una serie di norme. ” Legge Sicurezza” ( meglio conosciuta come Decreto Sicurezza o decreto Salvini): approvata!
“Legge sulla legittima difesa”: approvata!

Sul foglietto con la lista delle cose italiche da fare, le crocette aumentavano.

Ogni legge ordinaria, si sa, inizia con un testo depositato presso le Camere , in attesa di essere poi discusso in Commissione e, infine, superato questo iter , passare al vaglio del voto parlamentare con la ” navetta” tra Camera e Senato.

E il Contratto di governo giallo _ verde ci ha abituati ad accelerate incredibili secondo il vento populistico che spira.

Appena uscita la notizia in questi giorni, del passaggio in commissione affari costituzionali del testo, di fatto depositato in ottobre scorso, Luigi Di Maio si e’ affrettato a dichiarare: “Nessuno del movimento la voterà”.
Dal Carroccio uno stringato, quanto sibillino comunicato: “Non è una priorità del partito”.

_Perche’ presentare allora una proposta che nella sua normazione prevede l’ampliamento dei permessi da 7,5 joule, a 15 joule se non era una priorita’di partito o di governo? _ Viene spontaneo chiedersi e, magari e’ anche consequenziale, darsi delle risposte.

“Le licenze concesse per la detenzione di armi in casa sono poco più di 5 milioni, il che significa che un italiano su dieci è in condizioni di utilizzare un’arma”. Ma, lamenta il promotore del testo depositato in parlamento, “il numero delle licenze che consentono a coloro che le acquistano di portarle con sé è largamente inferiore. Non solo, ma in Italia esistono norme molto restrittive anche sull’acquisto di cartucce e di munizioni”( cfr’ il Fatto Quotidiano).

Forse non tutti sanno che in Italia esiste dal 2015 una lobby ufficiale delle armi: è il Comitato Direttiva 477.

Da gennaio 2019 il Comitato e’ divenuto Associazione di promozione sociale “Unarmi”.

Detto Comitato era salito agli onori della cronaca perche’ in piena campagna elettorale per le politiche del 2018, e precisamente l’11 febbraio, davanti alle telecamere il futuro Ministro dell’Interno aveva firmato un “patto”. Matteo Salvini alla manifestazione “Hit Show” a Vicenza ( la più importante fiera italiana dedicata a caccia, tiro sportivo e passioni Outdoor) aveva sottoscritto un documento con la lobby delle armi.

“Assunzione pubblica di impegno a tutela dei detentori legali di armi”, si leggeva nell’intestazione del documento cosi’ come riportata negli articoli dell’epoca che avevano dato la notizia eclatante. L’esistenza di tale documento era stata, infatti, rivelata da Repubblica e vincolava, di fatto, il futuro ministro dell’Interno.

“Mi impegno sul mio onore” a coinvolgere la lobby in ogni provvedimento che, anche in senso lato, la riguardi.”(cfr. Repubblica 11/2/2018)

Obiettivo principale dell’associazione è chiaramente e dichiaratamente quello di tutelare e garantire “i diritti e i legittimi interessi di chi detiene, porta e usa le armi. ”

La missione salviniana alla luce dei fatti e delle dinamiche normative che si sono susseguite, appare tutta incentrata sulla tutela di un’industria strategica per il Paese.

“Nel 2017 l’industria delle armi ha registrato un profitto di 7 miliardi 293 milioni di euro (0,44% del Pil) trainato per il 90% da un export realizzato vendendo nel mondo tanto a Paesi democratici quanto a regimi dittatoriali”(cfr. Pressenza).

Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».
La Storia, con l’esame delle sue tappe, insegna che nulla accade per caso. E l’esperienza ci mette un pizzico di sale quando induce a dire: ” a pensare male si fa peccato, ma si indovina” ( cfr Papa Pio XI). Legittimo pensare: “cui prodest tutta questa fervorosa attenzione al mondo della ” difesa personale” ?