KESSIE DI RIGORE DECIDE FRA LE POLEMICHE. IL MILAN PIEGA LA LAZIO

Di VANNI PUZZOLO

 

I rossoneri si aggiudicano lo spareggio Champions, e con i tre punti, mantengono il quarto posto.
Macht equilibrato, si decide tutto negli ultimi 15 minuti, Kessie su rigore( 79’) causato da un ingenuo fallo di Durmisi su Mustacchio, decide la gara.
Palo di Immobile nel primo tempo.
Revocato dal Var, giustamente, un rigore concesso al Milan da Rocchi, per un fallo di mano di Acerbi, non punibile, un minuto prima del fallo che ha deciso la gara.
Rimangono molti dubbi su un fallo di Rodriguez su Milinkovic che avrebbe meritato, almeno, una review.
Espulso Inzaghi per proteste.
A fine partita una poco edificabile rissa fra i giocatori di entrambe le squadre.

Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, la gara è stata molto equilibrata, le palle gol migliori le aveva avute la squadra di Inzaghi, con Immobile, che aveva costretto nel primo tempo ad una grande parata Reina, e aveva anche colpito un palo.

Poi sono Arrivari gli infortuni e i cambi: Gattuso deve sostituire Calabria e Romagnoli, con Laxalt e Zapata, Inzaghi deve rinunciare presto a Correa per Caicedo, ma in questi cambi, quello decisivo risulta essere, purtroppo per la Lazio, quello di Lulic con Durmisi, che, entrato da pochi minuti, commette un fallo tanto ingenuo, quanto inutile su Mustacchio, calcolando male, forse, un rimbalzo, e travolgendo il difensore rossonero, il rigore, questa volta appare chiaro.

Ed è l’episodio che determina il risultato e forse esclude, definitivamente, la Lazio dal quarto posto, anche se mercoledì potrà finalmente recuperare la gara con l’Udinese.

Rocchi arbitra bene, ma vede male sul primo rigore assegnato ingiustamente, rimedia il Var e, dopo una velocissima revisione, revoca il rigore, vede bene sul fallo che decide il risultato, e vede così e così sul possibile fallo di Rodriguez su Milinkovic : l’arbitro fiorentino fa ampi cenni per sostenere che è stata colpita la palla, noi, qualche dubbio lo abbiamo, ma, avendolo visto bene lui, il Var non interviene, ritenendolo un non grave errore, ma solo una sua valutazione.

Ovvio che la Lazio protesti e si senta defraudata, come lo si era sentito il Milan la settimana prima a Torino.

LA PARTITA

Tre punti per la Champions. Sofferti, sudati, contestati.
Il Milan esce a testa alta dallo “scontro diretto” con la Lazio per la Champions, risponde alla Roma e resta al quarto posto.
Un bel bottino per Gattuso, messo a segno proprio nel momento giusto della stagione, quando ormai non c’era più spazio per altri passi falsi.
Al Meazza i rossoneri conquistano tre punti preziosi per tenere la Lazio a distanza e continuare a puntare il grande obiettivo.
Certo, per centrare la qualificazione per la Champions, c’è ancora tanta strada da fare per “Ringhio”, ma la vittoria contro i biancocelesti rappresenta un passo deciso in quella direzione.
Un colpo che centra due obiettivi per i rossoneri.
La vittoria di San Siro, infatti, non solo interrompe la striscia negativa di Gattuso e regala tre punti preziosi per la Champions, ma ferisce anche pesantemente la Lazio, che dalla sfida con i rossoneri esce con le ossa rotte e i nervi tesi, come dimostra il finale ad alta tensione.

Una punizione fin troppo severa per la banda di Inzaghi, che ora nel recupero contro l’Udinese non può più sbagliare se non vuole perdere definitivamente il treno della Champions.

Con la stessa formazione vista con la Juve, al Meazza il Milan prova a prendere in mano la gara col palleggio.

Ma il primo squillo è della Lazio. Correa semina il panico in progressione, costringendo Reina al miracolo su un destro a botta sicura di Immobile.

Un lampo che infiamma subito la gara.

Corti e compatti, i rossoneri aggrediscono sui portatori con Calhanoglu e provano a sfondare allargando la manovra.
Da una parte tocca a Suso, dall’altra invece a Borini, con Calabria e Rodriguez pronti ad attaccare alti Lulic e Romulo.

Un accerchiamento che la Lazio accetta, scegliendo invece di “addormentare” la gara col possesso e di sfuttare le imbucate improvvise.
A ritmo alto, la partita si gioca a strappi e piovono occasioni. Reina blocca un tracciante di Luis Alberto, poi Correa spara alto da buona posizione.

Due guizzi a cui il Milan replica con un sinistro alto di Suso e una zuccata di Piatek che sfiora il palo.
Con la zona Champions in palio, ogni palla pesa il doppio e nel finale del primo tempo il match si sposta in mediana, con Kessie e Bakayoko a ringhiare su tutti e Milinkovic e Leiva a dare ordine.
Calhanoglu impegna Strakosha da lontanissimo, poi un sinistro di Immobile si stampa sul palo.

Nella ripresa Correa è subito costretto a uscire in lacrime e Inzaghi fa entrare Caicedo, passando al 3-5-2.

Mossa obbligata, che cambia l’assetto biancoceleste, ma non la gara.
Leiva colpisce l’esterno della rete con una bella girata su calcio d’angolo, poi “frena” un destro velenoso di Calhanoglu. Botta e risposta, con Reina ancora protagonista su un diagonale di Romulo.
Dopo un’ora di gioco poi tocca a Gattuso fare i conti con gli infortuni: out Romagnoli e Calabria, dentro Laxalt e Zapata per un 3-4-2-1.

Col cambio di modulo, i rossoneri coprono meglio il campo, guadagnano metri e attaccano con più uomini.
Strakosha ferma Piatek dopo una bella incursione di Zapata, poi la gara si infiamma nell’ultimo quarto d’ora.

Rocchi prima concede e poi leva un rigore al Milan per un fallo di mano di Acerbi, poi Durmisi stende Musacchio in area e il direttore non esita a indicare ancora il dischetto. Occcasione che Kessie trasforma con freddezza, facendo esplodere San Siro e innescando un finale da brividi. Strakosha vola su un sinistro a giro di Suso, poi nel recupero Rodriguez tocca Milinkovic in area ma l’arbitro lascia correre, mandando i biancocelesti su tutte le furie e trasformando in una rissa il finale dopo il triplice fischio.
Per il Milan è un colpo Champions, alla Lazio invece resta solo tanta rabbia.