IL 25 APRILE HA DATO LA LIBERTA’ A TUTTI, ANCHE A CHI OGGI PARLA DI DERBY

DI VINCENZO PALIOTTI

Si avvicina l’anniversario più importante della nostra storia repubblicana: il 25 aprile, quel 25 Aprile del 1945 che affrancava la nazione e tutto il popolo italiano dalla dittatura nazifascista gettando poi le basi per la nascita della Repubblica Italiana. E’ ridicolo, oltre che da ignoranti, ridurre un evento così determinante per la vita del nostro Stato, anche del governo attuale ad un “derby”, parola che abitualmente si usa nel nostro paese per indicare una partita di calcio tra due squadre della stessa città cambiando i protagonisti da squadre a fascisti e comunisti. Un errore? No, un’offesa, voluta, ai valori nati da questa data, una dichiarazione che mortifica l’attuale democrazia. No, non è un “derby” , ma se così lo vogliamo definire una cosa deve essere chiara! Questo “derby” sancì la vittoria della libertà, della democrazia, della civiltà sulla dittatura, sul nazifascismo, sugli orrori della guerra e dietro a tutto questo ci sono centinaia di migliaia di patrioti, i partigiani, che hanno lottato e tanti hanno dato la vita per vincere il “derby”, vittoria della quale ha goduto, e gode anche il signor ministro dell’interno, autore di questo oltraggioso accostamento espresso in piena libertà, quella libertà che deriva dalla Costituzione sulla quale lo stesso ha giurato per ricoprire la carica di ministro. In ultimo, e non per importanza definire il “derby” tra i soli comunisti e fascisti è un’altra visione distorta, volutamente e in malafede, della storia. Chi conosce ed ha studiato la storia del nostro Paese sa bene che non furono solo i comunisti ad opporsi al fascismo ed ai fascisti, lo furono tutti gli uomini che credevano nella libertà, nella democrazia appartenenti ad ogni ceto, condizione e credo politico. A testimonianza di ciò è utile sapere che il Comitato Nazionale di Liberazione era formato da rappresentanti del Partito Comunista Italiano (PCI), della Democrazia Cristiana (DC) , del Partito d’Azione (PdA) , del Partito Liberale Italiano (PLI), del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) e del Partito Democratico del Lavoro (DL) e così erano composte anche le formazioni combattenti. Tutto questo per mettere le cose a posto ed in nome della verità storica che ogni cittadino libero e democratico deve preservare proibendo a chiunque di distorcerla tentando di riscriverla ad uso dei propri interessi.