SHARM EL SHEIKH: TURISMO IN RIPRESA

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

A causa dei ripetuti attacchi terroristici Sharm El Sheikh si è tramutata in una città fantasma. A renderlo noto al grande pubblico è il documentario «Dream Away» in cui si mostrano resort semivuoti e spiagge desolate. L’atmosfera appare incantata e quasi sospesa nel tempo. Tutte le attività turistiche vengono regolarmente svolte, come ad esempio aerobica a bordo piscina, ma non sono seguite da nessuno. Gli albergatori stentano a far quadrare il bilancio. Da poco però sembra esserci una leggera ripresa. Nella località egiziana il turismo è tornato a crescere negli ultimi mesi. Il documentario «Fream Away», realizzato dal regista egiziano Marouan Omara e dalla regista tedesca Johanna Domke, è stato proiettato in anteprima italiana a «Film Middle East Now», il festival sul Medio Oriente, giunto alla decima edizione, tenutosi a Firenze dal 2 al 7 aprile.
Il film rappresenta la situazione di oltre un anno fa. Negli ultimi mesi, come conferma l’ufficio stampa Astoi-Confindustria Viaggi, i flussi turistici di italiani e stranieri in Mar Rosso e in particolare a Sharm El Sheikh sono ritornati a crescere, facendo registrare il sold out per Natale, fine anno e ora a Pasqua e presenze apprezzabili in tutti gli altri mesi.
Il festival internazionale, organizzato dall’ associazione culturale Map of Creation, ha in programma 44 film premiati nei migliori festival internazionali, di cui 26 anteprime italiane, 10 anteprime internazionali, un’anteprima mondiale, per un viaggio cinematografico che tocca i paesi e le società dell’area mediorientale. Quest’anno il festival ha dedicato un focus al regista iraniano Asghar Farhadi. Il film di apertura è stato «Kabul, City in the Wind» di Aboozar Amini che rappresenta la vita di due bambini e di un autista di autobus, che raccontano al regista i loro sogni e le loro paure.
Tra gli altri film proiettati vi è «Tehran, City of Love», commedia in cui un ex-campione di body building, una segretaria sovrappeso di una clinica di bellezza e un cantante religioso insoddisfatto sono alla ricerca dell’amore a Teheran.
«Amra and the Second Marriage» di Mahmoud Sabbagh, storia di una donna di mezza età alle prese con il secondo matrimonio.
Dalla Turchia «Siren’s Call» di Ramin Matin, rappresentativo della vita vera in quei luoghi.
Dalla Libia «Freedom Fields» di Naziha Arebi, che parla di alcune donne che desiderano giocare a calcio per la nazionale.