CHIUDE RAI MOVIE, IL CANALE DEL CINEMA

DI MARINA POMANTE

Il canale dedicato ai cinefili chiude la programmazione. Dai palinsesti Rai del servizio pubblico, Rai Movie verrà cancellato. Stessa sorte toccherà a Rai Premium, il canale che invece era dedicato alle fiction.

Al loro posto la Rai farà partire un nuovo canale: Rai 6. Un canale dedicato al pubblico femminile. Rai 4 invece, canale già presente con programmazione prevalente di film e telefilm, sarà dedicato ad un pubblico maschile.

Una vera perdita per gli appassionati di film, quella di Rai Movie, poichè nel panorama delle tv generaliste era quella dedicata al cinema con film che venivano trasmessi 24 ore su 24. Il canale Rai Movie, oltre ai grandi classici aveva rubriche di approfondimento e presentazioni delle nuove uscite cinematografiche.

I due canali assorbivano grande pubblico e gli introiti della pubblicità erano senz’altro maggiori dei loro costi.
Entrambi i canali (Rai Movie e Rai Premium) pesavano in termini di spesa circa un milione l’anno, tanto per fare un esempio, meno di una singola puntata di Sanremo, mentre i loro profitti erano di circa trenta volte superiori.

Quindi esaminando l’aspetto economico, una decisione che non sembrerebbe presentare ragioni evidenti. Si dovrà attendere l’audizione dell’amministratore delegato, Fabrizio Salini, in commissione di vigilanza, in calendario per la prossima settimana, per comprendere le ragioni che hano indotto a questa scelta i vertici Rai.

Un altro interrogativo che imperversa tra gli addetti del settore è perchè mai si senta il bisogno di avere un canale dedicato alle donne ed uno agli uomini, un po’ come accade, ad esempio, per Real Time (prevalentemente rivolto ad un pubblico femminile) e DMax (rivolto ad un pubblico maschile), o come per La7d (canale femminile) e La5 (altro canale al femminile). Questa logica che divide gli “ascolti” tra sessi sembrerebbe quasi inopportuna ed inutile, sempre secondo alcuni pareri degli operatori del settore, anche se è innegabile che ciò possa costituire un bacino d’ascolto “settoriale” tale da garantire appunto la presenza e favorire la pubblicità mirata.
Naturalmente ogni valutazione personale è opinabile in quanto tale.

C’è poi un aspetto giuridico che non può essere tralasciato: il decreto Franceschini impone alla Rai di sostenere il cinema italiano grazie alla presenza di una quota di opere nazionali da trasmettere sul piccolo schermo. Venendo a mancare Rai Movie, si dovrà trovare una via alternativa per assolvere a quest’obbligo.

Altro punto che fa discutere è sulla chiusura dell’unico canale generalista di cinema per tutti, targato Rai e che presenta un’offerta varia e pluralista. Con la sua cancellazione quale sarà la possibilità di accedere gratuitamente a questi contenuti? Il pubblico dovrà optare per tv a pagamento satellitari o in streaming?
La Rai quindi decide di precludere l’unica possibilità di fruizione del cinema sul piccolo schermo…
Rai Movie costituiva una buona ragione per il pagamento del canone (14 titoli al giorno). In pratica ora la domanda che molti telespettatori amanti del cinema si porranno è se per continuare a godere dei film in tv dovranno ricorrere ad un abbonamento, ad esempio a Netflix, pagando ulteriori 8 euro al mese.