NEL NOME DELLA PACE, L’INCHINO DI FRANCESCO CHE SVEGLIA LE COSCIENZE

DI LUCA SOLDI

 

Mentre il mondo porta sugli altari quanti amano mostrare i muscoli, c’è un Uomo che si inchina davanti a quanti hanno nel destino di guidare i popoli.
Davanti a loro, nel nome della Pace, si inchina e bacia quei piedi che calpesteranno il sentiero che vuole portare ad un mondo migliore.
Papa Francesco si è inginocchiato davanti ai leader politici del Sud Sudan e ha baciato i loro piedi. Un gesto storico per un pontefice. Proprio l’opposto di quanto hanno compiuto molti degli eredi di Pietro che lo hanno preceduto.
Da Francesco un gesto di profonda umiltà e subito dopo un appello accorato.
Un discorso che non era previsto nel testo scritto del suo intervento: “Vi chiedo come fratello: rimanete nella pace – ha implorato -. Andate avanti, ci saranno problemi, ma occorre andare avanti. Voi avete avviato un processo: che finisca bene. Ci saranno lotte fra voi, ma anche queste siano dentro l’ufficio: davanti al popolo le mani unite. Così, da semplici cittadini, diventerete padri di Nazione. Permettetemi di chiederlo col cuore, con i miei sentimenti più profondi”. L’incontro tra i leader delle varie fazioni era stato organizzato in Vaticano sotto forma di ritiro spirituale ecumenico. Davanti al Papa c’erano il presidente Salva Kiir e i vicepresidenti designati, tra cui Rebecca Nyandeng De Mabior, vedova del leader sud sudanese John Garang, e Riek Machar, leader dell’opposizione. Saranno loro, secondo l’accordo sottoscritto il 12 settembre scorso ad Addis Abeba, a garantire la fase di transizione con il nuovo governo che dal 12 maggio proverà a portare il Paese fuori da un conflitto civile tra le varie etnie che sta causando morte e distruzione da anni.
Il Sud Sudan ha visto uccise 200000 persone che sarebbero state le vittime sacrificali ai cinque anni di guerra civile voluta da una società devastata dalle divisioni tribali e dalle miserie imposte dal ricco Occidente.
Numeri impressionanti che rappresentano delle stime.
Tanto per far comprendere ci sarebbe uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine pubblicato lo scorso anno che evidenzierebbe però che il numero complessivo delle vittime fino al l’aprile del 2018 che si stimerebbero almeno 383.000 vittime se si dovesse tenere conto di fattori quali le migrazioni interne della popolazione, l’interruzione del servizio sanitario e la continua mancanza di cibo.
Il gesto di Francesco non è solo simbolico ma evidenzia un cammino che potrebbe essere giunto al suo compimento.
Un percorso fatto di trattative complesse, lunghe e delicate che quell’inchino può suggellare nel nome della Pace e della convivenza fra gli uomini e le donne di buona volontà