PRESIDE NEI GUAI: USAVA ‘AUTO DI SERVIZIO’ DELLA SCUOLA

DI CHIARA FARIGU

In un Paese dove non si finisce in galera neanche dopo il terzo grado di giudizio, fa strano, ma veramente strano leggere di una preside, di un istituto professionale ligure, finita in manette perché usava ‘l’auto di servizio’ della scuola per fatti propri.

La notizia, com’era prevedibile ha fatto balzare dalla sedia più di qualche insegnante che, incredulo l’ha presa per quello che era: una fake di qualche buontempone. Che, ripresa dai social e dai media, è diventata virale nel giro di qualche ora. O almeno l’ha creduta tale.

Ma quale scuola, in perenne carenze di qualsivoglia materiale didattico e non, a cominciare dalla carta igienica, è fornita di auto di servizio? Dire che tutta la vicenda ha dell’incredibile, è dire poco. A cominciare dal fatto che i Carabinieri l’aspettassero a Ventimiglia dal ritorno di una vacanza trascorsa in Costa Azzurra, con al seguito alcuni familiari, a bordo naturalmente dell’auto incriminata. Presa con le mani nel sacco, anzi sul volante, è finita agli arresti con l’accusa di peculato. Grazie alla più classica delle denunce, ovvero una soffiata.

Dava fastidio, sostengono i rumors che quella macchina, messa disposizione della scuola per fini didattici da una nota casa automobilistica (ed ecco spiegato l’arcano dell’auto ‘di servizio’ in quell’istituto professionale) venisse in effetti utilizzata esclusivamente dalla preside. Per fatti propri, come andare in vacanza, appunto.

Ora è in stato di fermo presso il carcere di Pontedecimo e martedì potrebbe essere portata davanti al gip per l’interrogatorio di convalida. A suo carico diverse intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno portato a individuare diverse violazioni. La preside che al momento del fermo, non ha saputo fornire spiegazioni convincenti, rischia una pena fino a 10 anni.