SONIA BRUGANELLI PROVOCA ANCORA: “BONOLIS CHI? IL MIO VERO MARITO È UN ALTRO”

DI CINZIA MARONGIU

La sua forza è non voler piacere a tutti i costi. Anzi, a volte sembra pure divertirsi a provocare gli umori plumbei dei social, pronti sempre a indignarsi, a malignare e soprattutto a invidiare. “Su Instagram ho 423 mila followers ma in realtà si tratta di 23 mila followers e di 400 mila haters. Sono la più odiata del web”. Il sorriso di Sonia Bruganelli si arrotola nel compiacimento. Da oltre 20 anni è al fianco di Paolo Bonolis: “Di lui mi sento a volte moglie. Ogni tanto, sporadicamente. Nel senso che dopo molti anni dire moglie è riduttivo. Sono amica, complice, amante. Si diventa un po’ tutto l’uno per l’altro. Anche se nella libertà reciproca. D’altra parte dopo tanto tempo se non c’è fiducia, si finisce prigionieri. Guarda, non porto più nemmeno la fede”.

Con Bonolis lavora pure visto che la sua società, la Sdl2005 da molti anni si occupa dei casting per programmi come “Avanti un altro”, “Ciao Darwin”, “Chi ha incastrato Peter Pan” e ora è entrata anche nel mondo della produzione. E, divertita, svela il piccante dietro le quinte: “Quando lavoriamo non è marito ma è amante. Quindi è anche più piacevole. Ci scambiamo di questi sguardi …”. Sulla gelosia è netta: “È vero, è sempre circondato da belle ragazze e molte amiche mi hanno detto che col tempo è diventato più affascinante. Il che, devo ammettere, mi fa piacere. Ma non sono assolutamente gelosa. E non credo lo sia nemmeno lui. O se lo è lo dissimula molto bene”.

Poi, l’arte della provocazione prende il sopravvento, e parlando dell’inseparabile amico e collega Alessandro Boero, protagonista di decine di storie sul suo account Instagram se ne esce così: “Non posso più uscire con Alessandro. Lo fermano di continuo per chiedergli di farsi foto ed è imbarazzante . Viene riconosciuto ovunque, è popolarissimo. Ormai siamo una coppia. Anzi, in realtà sono sposata con lui e non con Paolo. Mi vedo molto di più con Alessandro. Ceno con lui, pranzo qui negli studi televisivi con lui, il sabato vado in giro per i negozi con lui. Insomma vivo con lui. Con Paolo faccio solo le cose più divertenti. D’altra parte con Alessandro non le potrei mai fare perché non gradirebbe”.

L’aereo privato è figo, la metropolitana no

Provocazioni a parte, il mondo di Sonia Bruganelli non è soltanto quello dei social, delle foto sull’aereo privato preso in affitto per andare in vacanza o dei post dedicati alle scarpe e alle borse di lusso. “Il fatto è che a me non piace esporre la mia quotidianità o la mia vita privata. Scherzo molto. Sono un personaggio pubblico perché lo è mio marito e perché nell’era dei social lo siamo tutti. Ma piacere non è un diktat per me. Non ho aziende a cui devo rispondere di ciò che scrivo. E anche se ce ne sono state che mi hanno proposto di diventare loro testimonial ho sempre preferito mantenere la libertà di scrivere ciò che mi pare e di non dover rendere conto a nessuno”. E ancora: “Metto la foto dell’aereo privato perché per me l’aereo privato è figo. Se mai andassi in metropolitana, non metterei la foto perché per me non è figa. Nel mio album scelgo di mettere le foto dove sono venuta bene e non quelle dove sono cessa. Mi vogliono insultare? Lo facciano. Io non tolgo i commenti e anzi mi diverto a leggerli. Perché poi tra di loro nascono una serie di dibattiti e addirittura ci sono anche quelli che mi difendono. Per cui adesso a parte tre o quattro “odiatori” incalliti, dietro i quali secondo me si nasconde qualcuna a cui ho rubato il fidanzato o qualcun altro che lavorava con noi e poi se ne è andato, sono abbastanza tranquilla”.

Quello che mi auguro per Silvia, Davide e Adele

Sonia che si descrive come “altalenante amica, ancora figlia, sempre sorella, un po’ imprenditrice e molto madre” conferma in pieno la descrizione quando si tratta di parlare dei suoi tre figli e di ciò che si augura per loro. Di Silvia, la primogenita che ha 16 anni e alcuni problemi di salute, dice: “Per lei mi auguro soprattutto la salute visto che ha avuto un percorso più in salita. Con Silvia ho fatto un mare di errori, rifiutando alcune situazioni. A scapito suo ho imparato ad accettare alcune cose e a crescere emotivamente. Ma sono degli errori che in qualche modo ha pagato anche lei. Non sono una di quelle che dice: “va bene che sia andata così”. No. Avrei preferito che fosse andata in un altro modo. Ma è una ragazza divertente e strepitosa, sono contenta che sia così come è. È consapevole delle sue difficoltà e comunque le affronta. E, visto che il destino ti toglie da una parte e ti dà dall’altra, a Silvia ha dato questa grande forza d’animo e questa voglia di ridere e di divertirsi. Per Davide mi auguro che trovi la sua strada. Lui è un camaleonte, oggi è in un modo, poi domani è in un altro. Adele spero che smussi i suoi angoli un po’ troppo acuti. È piccola ma non accomodante. Le auguro di rendersi conto che fare un passo verso l’altro a volte ti fa stare anche meglio. In quanto a me, sono molto presa dalla crescita dei ragazzi e con loro mi trovo ad affrontare l’adolescenza e la preadolescenza. Devo ancora capire come si fa la mamma in maniera serena. Senza cercare sempre e comunque di raggiungere degli obiettivi”.

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