STORIE DI MIGRANTI TORTURATI, RIVENDUTI E USATI PER LAVORI FORZATI

DI ANGELA CAPONNETTO

IO SO E ORA HO LE PROVE – AB, ingegnere etiope che parla 5 lingue, era stato tra i primi a lanciarsi in mare alla vista della motovedetta libica. Recuperato dalla Sea Watch3, ci aveva raccontato che aveva già provato ad attraversare il Mediterraneo ma era stato ripreso e riportato indietro da motovedette libiche. Riconsegnato poi ai trafficanti per una mazzetta, ancora torturato e usato per lavori forzati. Poi rimesso sul gommone.
Racconti ascoltati decine di volte difficili da verificare.
Finché non succede che ieri – lavorando sulla storia della Alan Kurdi – mi imbatto sull’ immagine di AB ripreso dalle telecamere della Reuters in un centro di detenzione ufficiale libico insieme ad altre centinaia di persone, uomini donne e bambini. Immagini girate qualche settimana prima del recupero della Sea Watch. È lui ! In prima fila: l’unica cosa che lo distingue dall’immagine registrata sulla nave umanitaria è l’espressione stampata sul volto. Occhi torvi e sguardo che nasconde il buio in Libia. Ola luce negli occhi e un sorriso disarmante sulla nave che lo porterà lontano dell’orrore.
AB ha detto la verità: in quelle carceri i migranti vengono riportati e rivenduti.
Io so e ora ho le prove.

IO SO E ORA HO ANCHE LE PROVE – AB, ingegnere etiope che parla 5 lingue, era stato tra i primi a lanciarsi in mare alla vista della motovedetta libica. Recuperato dalla Sea Watch3, ci aveva raccontato che aveva già provato ad attraversare il Mediterraneo ma era stato ripreso e riportato indietro da motovedette libiche. Riconsegnato poi ai trafficanti per una mazzetta, ancora torturato e usato per lavori forzati. Poi rimesso sul gommone. Racconti ascoltati decine di volte difficili da verificare. Finché non succede che ieri – lavorando sulla storia della Alan Kurdi – mi imbatto sull’ immagine di AB ripreso dalle telecamere della Reuters in un centro di detenzione ufficiale libico insieme ad altre centinaia di persone, uomini donne e bambini. Immagini girate qualche settimana prima del recupero della Sea Watch. È lui ! In prima fila: l'unica cosa che lo distingue dall'immagine registrata sulla nave umanitaria è l'espressione stampata sul volto. Occhi torvi e sguardo che nasconde il buio in Libia. Ola luce negli occhi e un sorriso disarmante sulla nave che lo porterà lontano dell'orrore. AB ha detto la verità: in quelle carceri i migranti vengono riportati e rivenduti. Io so e ora ho le prove. Il link:http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Migranti-salvati-riportati-in-Libia-venduti-e-rimessi-sui-gommoni-32543e69-aa86-404f-980b-f9e732613d67.htmlP.s. Sto cercando AB . Siamo sbarcati dalla Sea Watch3 l’anno scorso ad Augusta, il 6 aprile. Non so dove lo hanno portato ma se qualcuno mi può aiutare mi cerchi in ptv— ENGLISH TRANSLATION —I KNOW AND NOW I HAVE EVIDENCE. AB, an Ethiopian engineer who speaks five languages was among the first jumping into seawater when a Libyan patrol boat was in sight. Recovered by Sea Watch 3, he told me that he previously tried to cross the Mediterranean Sea but he had been picked and brought back by the Libyans, then returned to the traffickers for a bribe, still tortured and used for forced labor. Then put back on the boat. Stories heard dozens of times and difficult to verify until it happens that – working on the history of Alan Kurdi – I come across AB's image taken by Reuters cameras in an official Libyan detention center along with hundreds of other people, men, women and children. Images that were shot a few weeks before the Sea Watch recovery. AB told the truth: in those jails the migrants are reported and resold. I know and now I have evidence.Post-scriptum: I'm looking for AB now. We landed from Sea Watch 3 last year in Augusta, on April 6th. I don't know where they took him but, if anyone can help, please contact me via private message.

Pubblicato da Angela Caponnetto su Sabato 13 aprile 2019