TIERA FARÀ TORNARE L’UOMO SULLA LUNA

DI MARINA POMANTE

Tiera Guinn Fletcher è un giovane ingegnere di 24 anni che lavora per l’agenzia statunitense Boeing sullo Space Launch System della Nasa. Ad oggi è Il più potente sistema di lancio mai realizzato. Un enorme propulsore che darà la spinta a Orion, la capsula che trasporterà gli astronauti dopo 55 anni sulla luna. È l’obiettivo prospettato dall’agenzia spaziale degli Stati Uniti, per questa storica missione che partirà nel 2028. Anche se il vicepresidente americano Mike Pence è intenzionato ad anticipare al 2024 il lancio.

Tiera, fin da bambina sognava lo spazio. Anche le sue Barbie venivano collocate in un razzo giocattolo e le faceva volare verso quell’universo da lei anelato.
Tra i suoi sogni oggi c’è la costruzione di un razzo che trasporti la prima donna su Marte.

L’agenzia spaziale Boeing ha accumulato molti ritardi, ma Guinn Fletcher ci crede e lo immagina: “un pit stop per il pianeta Rosso”. Lei è una di quelle che crede nel progetto e confessa che ogni giorno non riesce a resistere nel toccare il razzo.

La Fletcher è considerata un genio dell’ingegneria. E’ stata premiata per l’incoraggiamento che da alle donne nel perseguire i loro sogni. Da subito paragonata a Katherine Johnson, la matematica afroamericana protagonista del film: Il diritto di contare, che sfidando razzismo e sessismo collaborò con la Nasa negli anni Sessanta nella programmazione delle traiettorie della missione Apollo 11.
È vero i tempi sono cambiati, ma ancora oggi la strada e lunga e impervia. La discriminazione nell’essere donna, nera e giovane, sono elementi che hanno ancora il loro peso. Ne ha parlato oggi al Festival delle Scienze di Roma.

Parlando delle discriminazioni, Guinn racconta di sentirsi tre volte in minoranza. È giovane, donna e afroamericana.
Ha subito discriminazioni velate, mai esplicite, ma presenti. Alcune volte ha dovuto dimostrare la sua competenza perchè veniva esclusa dalle riunioni.
In molti quando la incontrano per la prima volta pensano che non sappia quello che dice. Ma lei si fa scivolare tutto addosso perchè è il lavoro a parlare per lei e aggiunge: “è questo ciò che conta”.

La passione per lo spazio si è presentata immediatamente, il suo amore per le scienze, la tecnologia e la matematica. E la madre ha intuito e incoraggiato questo amore facendola esercitare con i calcoli sugli scontrini.
È proprio a 11 anni che ha scoperto, grazie ad un programma scolastico, l’esistenza dell’ingegneria aerospaziale.

Credere in se stessi è l’obiettivo principale.
Per anni è stata lei stessa il suo pricipale nemico credendo di non essere abbastanza intelligente o sufficientemente brava.
E dice: “bisogna studiare molto ed entrare nell’ottica che non bastano i libri, c’è anche molto da imparare sul campo” e aggiunge “il primo passo verso il successo è credere in se stessi. Sembra banale, eppure non lo è affatto”.

Dal 2016 lavora per Boeing allo Space Launch System della Nasa. Ha iniziato facendo analisi strutturale. Poi l”opportunità a New Orleans dove lo Space Launch System è stato costruito. Oggi segue da vicino il processo di manifattura, controllando che i tecnici mettano ogni cosa al posto giusto.

Poi, Tiera Guinn Fletcher spiega le caratterististiche così eccezionali del razzo: “Si tratta del razzo più grande e potente al mondo. È alto 212 piedi e contiene l’idrogeno liquido criogenico e l’ossigeno liquido che alimentano i quattro motori, nonché i computer di bordo e tutti i sistemi che servono a controllarlo. È programmato per funzionare circa 500 secondi e raggiungere 530mila piedi d’altitudine, prima di separarsi dalla parte superiore e da Orion, la capsula con a bordo gli astronauti”.

Le priorità sono cambiate in seguito all’annuncio della missione prevista per il 2014. Tutti sono concentrati sul progetto a breve termine che aprirà la strada all’obiettivo Marte. la Luna è più vicina di Marte e come afferma la Fletcher “cominciamo a pensarla come fosse una stazione di servizio per un pit stop”. “Secondo la pianificazione e le progettualità in essere, è possibile ipotizzare che tutto ciò si realizzi entro il 2030, con un certo margine di flessibilità”,ha aggiunto l’ingegnere.

Parlando di sè dice che tra i suoi sogni c’è sicuramente il desiderio di creare una fondazione no-profit per incoraggiare i giovani, per sostenerli negli studi, in particolar modo quelli che non hanno mezzi economici. Precisando che lei stessa vorrebbe proseguire negli studi.
Racconta poi della sua maternità dicendo che da cinque mesi è diventata mamma di un bimbo, Myron. Occuparsi di lui, crescerlo nel modo migliore, precisa, è al momento una priorità. Anche se i sogni continuano ad espandersi, in molteplici direzioni.