ZINGARETTI ROMPE INDUGI ED EQUILIBRI, NOMI NUOVI PER UNA ALTERNATIVA CREDIBILE

DI LUCA SOLDI

 

Nicola Zingaretti dunque rompe indugi ed equilibri. Mette in atto una delle parole d’ordine che si era messo in testa di applicare: il domani appartiene a chi ha il coraggio d’inventarlo.

Lo fa creando non poche polemiche nei territori. Ottiene così il risultato che si era prefisso e cioè la formazione di liste aperte che trasversalmente creano disturbi generalizzati ma segnano la volontà concreta di varare quelle aperture, “da Tsipras a Macron”, poco comprese dai “professionisti”ma così necessarie per ricostruire quanto era stato distrutto del rapporto con i territori.

Così sta avvenendo per le amministrative e così è avvenuto all’interno della Direzione che praticamente gli ha riconosciuto un mandato pieno, ampio.

Il tutto senza voti contrari all’interno del massimo consesso del partito che si era riunito per esprimere i nomi di quanti si presenteranno al voto per le europee.

Le aree dei renziani, cioè quella di Luca Lotti e Lorenzo Guerini, quella di Roberto Giachetti, per un totale di 30 voti, in sostanza si sono astenute.

Dagli altri, da tutti gli altri è giunto il sì.

Un sostegno positivo anche dalla componente di Maurizio Martina, che ha dato atto al segretario di aver “rispettato nei suoi obiettivi politici principali” il mandato ricevuto di presentare “liste aperte, lavorando per unire gli europeisti progressisti e riformisti”.

“Non è una lista a mia immagine e somiglianza – ha detto Zingaretti, presentando i nomi – ma a nostra immagine e somiglianza”. Il segretario dem ha messo in luce nel suo intervento di apertura come le candidature siano state vagliate e scelte già nella prospettiva di un’alternativa a un governo che “mostra tutta la sua drammatica inadeguatezza. Sta a noi – ha aggiunto – mettere in campo una proposta competitiva, una credibile alternativa, che dia il segno del cambiamento”.

Ecco dunque le sorprese che arrivano dagli esterni, dai candidati non iscritti.

Delle sorprese nei territori, per le amministrative, come frutto della medesima volontà di dare una scossa, si sta già discutendo mentre per le candidature alle europee servirà qualche riflessione in più per vedere le prime reazioni.

Ci saranno nomi come Roberto Battiston, l’ex presidente dell’Agenzia Spaziale. L’ex Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti come capolista al Sud, Mamadou Sall sindacalista della Cgil di Firenze impegnato sui temi dell’integrazione, Silvio Calò, nominato cittadino europeo dell’anno per l’ospitalità offerta ad alcuni rifugiati, ma anche Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea, Eric Veron, imprenditore franco-olandese, fondatore di Vailog, società specializzata in sviluppo immobiliare e Bianca Verrillo, avvocato maceratese impegnata nella lotta alla violenza contro le donne.