25 APRILE. UN DERBY?

DI GIOVANNI BOGANI

Stavo pensando.

Ma dicendo, a proposito della festa della Liberazione, che “non gli interessa il derby fascisti-comunisti”, Salvini insulta – dimenticandoli – tutti i socialisti, liberali, cristiani che hanno preso parte, rischiando la loro vita, a volte rimettendoci la pelle, alla lotta per liberare l’Italia da fascisti E nazisti.

Non c’erano solo comunisti nella lotta di liberazione, e non era un derby: era una guerra per liberare l’Italia da un regime che aveva iniziato prendendo a sprangate lavoratori e redazioni dei giornali,

che aveva proseguito umiliando gli avversari con l’olio di ricino, costringendoli a cacare in mezzo alla piazza, che aveva proibito la libertà di stampa, e di passaggio fatto ammazzare qualche avversario, anche parlamentari, così per ricordare chi era il padrone, che aveva costretto TUTTI ad assecondare il regime, altrimenti non lavorava, non mangiava;

e che poi – questo regime – aveva ammazzato migliaia di civili con gas tossici in Africa, e aveva mandato gli italiani a morire in Africa, in Grecia, infine a frotte in Russia. Pensando che “con qualche migliaio di morti” si sarebbe seduto al tavolo dei vincitori. Non furono qualche migliaio; furono molti di più; e feriti, e mutilati, e un’Italia di macerie. E il modello, per Hitler, era stato proprio lui, l’uomo che poi scappava, cercando di non farsi riconoscere, verso la Svizzera.

Il derby.